Gabanelli, ma che brava...
Ma che brava Milena Gabanelli. Una giornalista con i fiocchi.
Ha fatto l'altro giorno un servizio meraviglioso nel quale giustamente contesta tutti coloro i quali avversano la speculazione dell'eolico e del fotovoltaico. Dice che occorre mettere più aerogeneratori e più impianti fotovoltaici a terra.
Mi sa tanto che ha ragione.
Nel senso che noi sardi ci facciamo i nostri. Mettiamo solare in ogni tetto ed eolico in ogni cimitero industriale che ci hanno regalato i paesani della Gabanelli, quei continentali sfruttatori che hanno devastato Portovesme e Portotorres, Ottana e Villacidro, Tossilo e Isili.
Li facciamo lì. E magari espropriamo gli impianti già realizzati dai signori del vento e del sole, giusto per avere noi sardi l'energia gratis.
La Gabanelli, invece, se vuole energia rinnovabile, si batta per mettere un paolo nella Torre degli asinelli, simbolo di Bologna, città dove vive, che sarà pure un monumento, ma sempre meno antico e nobile delle domus de jannas di S'incantu.
Oppure le fa impiantare nell'orto botanico di Caplez, nel comune di Nibbiano, dove è nata. Luogo bellissimo e da proteggere ma sempre meno bello e meno degno di protezione delle coste di Carloforte e Alghero, Villasimius e Arzachena.
Gabanè...io ti voglio bene. Ma ognuno le torri eoliche di 280 metri, visto che sono così belle, se le metta a casa sua.
Visto che non impattano, se le piazzi nelle oasi naturali del paese suo. Ognuno decida per casa sua. La Sardegna è casa nostra, dobbiamo decidere noi.
Commenti in evidenza
Direi, mettiamo pannelli fotovoltaici su tutti i tetti dei capannoni italiani.
Lo sto facendo con varie aziende qui in Emilia Romagna.
Sono milioni di metri quadrati disponibili.
Contemporaneamente togliamo tutto l'amianto.
Niente pannelli nei campi (servono x produrre cibo, legna, ossigeno).
Pale eoliche soli in posti già brutti e rumorosi.