La crisi del pane , mostra sul rimpianto a Nuoro
Negli anni Cinquanta ogni sardo consumava 400 chili di pane fresco all'anno. Oggi appena il 10 per cento: 40 chili. In compenso sono esplosi i consumi di farinacei processati: merendine, crackers, porcherie varie sbolognati dalla grande industria nei supermercati.
Il pane tradizionale - di grano duro, con lievito madre - è, come noto, sano e digeribile. I farinacei processati sono puro veleno, causa di tumori e malattie varie.
Paghiamo molto per ammalarci e lasciamo il buono per il cattivo, il bello per il brutto.
Ed è un peccato che noi in Sardegna stiamo perdendo anche la memoria di questa tradizione della quale fummo primi in Europa, con una ricchezza di ben 800 diverse varietà di pane. In alcuni paesi - come Villaurbana o Paulitatino - se ne producevano sino a 30 antichissime tipologie, la cui produzione è documentata nella nostra isola da quasi 4.000 anni.
A giorni aprirà al museo etnografico di Nuoro una esposizione su quello che fu la base della nostra alimentazione. Andate a vederla. E' una mostra del rimpianto organizzata da un ente presieduto da un raffinato intellettuale identitario di Gavoi, Stefano Lavra.
Guardandola capiremo quanto grave sia stato tradire la nostra storia per il marketing della Nestlè.
Non è stata un'ottima scelta.
Io ribadisco ogni volta: comprate sardo, comprate sano, comprate dagli artigiani della nostra terra.
Commenti in evidenza
Intanto la ringrazio per quanto scritto ,: ogni volta scopro nuove cose , Premetto che concordo con Lei anche sull’ultimo rigo , ma occorre anche sottolineare che , fatto salvo le eccellenze , mediamente la qualità del pane al banco non è di qualità.Vuoi per le qualità delle farine impiegate , oggigiorno tanti sono i celiaci,; vuoi perché i tempi di lievitazione non sono rispettati ma questo è quanto : pane esteticamente e meravigliosamente appetibile , ma alla sera sembra di mangiare gommapiuma.Per fare le cose di qualità occorre :competenza , maestria e passione, senza questi ingredienti i risultati sono quelli di cui sopra.E nostri prodotti quando sono di qualità diventano , giustamente come dice Lei, eccellenza!