Come trasformare i pastori in pecore

Diciamo la verità, siamo stati sempre un popolo sottomesso al padrone di turno.
Però speravamo, nell'ultimo mezzo secolo, di riscattarci a poco a poco e riscoprire l'orgoglio dell'appartenenza.
Missione fallita.
A iniziare dal mondo delle campagne.
Pastori eravamo e in pecore ci stanno trasformando.
Il prezzo del latte sta diminuendo di anno in anno: abbiamo conosciuto 3 anni fa un picco di quasi due euro a litro e ora stanno facendo contratti attorno a 1,40.
I premi pac nella sostanza si sono ridotti mediamente del 40 per cento - esiste qualche allevatore che ha visto aumentare i suoi premi rispetto al passato? - e i costi percentuali dell'istruttoria sono quasi raddoppiati. Anni fa si pagava in media il 5/6 per cento sull'incassato e oggi siamo al doppio. Un mucchio di complicazioni burocratiche contribuiscono a spennare la categoria: classyfarm, corsi, contro corsi.
La regione sarda non fa bandi da quasi due anni e tutti zitti e muti in attesa che qualcosa arrivi.
Qualcuno protesta?
Nossignore.
Le organizzazioni agricole? Ebbene, loro sono i cani da pastore addestrati per condurre il gregge umano.
Niente di nuovo sotto il sole.

Commenti in evidenza

Giovanni Satta ♥ 27

Nei giorni scorsi ho avuto modo di parlare con un paio di industriali del lattiero - caseario , i quali mi hanno raccontato che il pecorino romano sta incontrando un po’ di difficoltà sul mercato , mi hanno anche detto che qualcuno di loro voleva partire fissando l’anticipo del prezzo del latte a 1,20 euro . Ha prevalso però il buon senso di qualcuno fra loro che ha detto “ non possiamo deprezzare il latte , perché se deprezziamo troppo il latte , automaticamente deprezziamo il formaggio” per questo hanno concordato un prezzo minimo di 1,40 come acconto . Il prezzo equo ? Se pensiamo che nel 2019 , il latte veniva pagato a 0,60 e si andava a Roma a chiedere la garanzia del pagamento ad 1,00 euro , potrebbe sembrare un prezzo buono . Tuttavia in questi 5/6 anni , abbiamo assistito ad un aumento dei prezzi di produzione di oltre in 50% , quindi probabilmente sarebbe più giusto pagare almeno ad 1,50 euro . Ora , è anche importante tenere l’equilibrio all’interno della filiera , quindi probabilmente si dovrebbe cercare una intesa all’interno di essa . La regione dovrebbe farsi carico di gestire questi rapporti tutelando l’intera filiera . Nel 2017 , a seguito di una mia interrogazione in consiglio regionale , si avviò un grande dibattito nel mondo politico e , l’allora presidente Pigliaru è l’assessore Caria stanziarono un contributo di circa 40 milioni in favore dei pastori che consentì di ristorarli , almeno in parte per il crollo del prezzo del latte che venne pagato a 0,50, perciò credo che anche oggi si potrebbe fare un qualcosa del genere , magari aumentando un po’ la dotazione dei bandi per l’acquisto e il consumo interno del pecorino romano , favorendo così un accordo fra industriali , pastori e coooerative che possa garantire il prezzo di 1,50 . Stendiamo invece un velo pietoso sul lavoro delle agenzie . Sono oltre 2 anni che non pubblicano un bando dei PSR , i sistemi ogni anno vanno in tilt e molti allevatori si ritrovano con i premi bloccati senza un perché . Anomalie inesistenti registrate dai sistemi , che ancora, dopo anni non vengono regolarizzati da chi li gestisce . Quanto determina gravi conseguenze per chi in campagna conta sull’arrivo puntuale dei contributi e si trova spesso costretto a ricorrere all’indebitamento , con grave nocumento per le aziende . Se non si interviene , la vita in campagna sarà sempre più dura e i nostri figli continueranno ad abbandonarle contribuendo ancora di più allo spopolamento sopratutto delle zone interne e a far morire per sempre la nostra millenaria cultura agro - pastorale .