Come trasformare i pastori in pecore
Diciamo la verità, siamo stati sempre un popolo sottomesso al padrone di turno.
Però speravamo, nell'ultimo mezzo secolo, di riscattarci a poco a poco e riscoprire l'orgoglio dell'appartenenza.
Missione fallita.
A iniziare dal mondo delle campagne.
Pastori eravamo e in pecore ci stanno trasformando.
Il prezzo del latte sta diminuendo di anno in anno: abbiamo conosciuto 3 anni fa un picco di quasi due euro a litro e ora stanno facendo contratti attorno a 1,40.
I premi pac nella sostanza si sono ridotti mediamente del 40 per cento - esiste qualche allevatore che ha visto aumentare i suoi premi rispetto al passato? - e i costi percentuali dell'istruttoria sono quasi raddoppiati. Anni fa si pagava in media il 5/6 per cento sull'incassato e oggi siamo al doppio. Un mucchio di complicazioni burocratiche contribuiscono a spennare la categoria: classyfarm, corsi, contro corsi.
La regione sarda non fa bandi da quasi due anni e tutti zitti e muti in attesa che qualcosa arrivi.
Qualcuno protesta?
Nossignore.
Le organizzazioni agricole? Ebbene, loro sono i cani da pastore addestrati per condurre il gregge umano.
Niente di nuovo sotto il sole.
Commenti in evidenza
Nei giorni scorsi ho avuto modo di parlare con un paio di industriali del lattiero - caseario , i quali mi hanno raccontato che il pecorino romano sta incontrando un po’ di difficoltà sul mercato , mi hanno anche detto che qualcuno di loro voleva partire fissando l’anticipo del prezzo del latte a 1,20 euro . Ha prevalso però il buon senso di qualcuno fra loro che ha detto “ non possiamo deprezzare il latte , perché se deprezziamo troppo il latte , automaticamente deprezziamo il formaggio” per questo hanno concordato un prezzo minimo di 1,40 come acconto . Il prezzo equo ? Se pensiamo che nel 2019 , il latte veniva pagato a 0,60 e si andava a Roma a chiedere la garanzia del pagamento ad 1,00 euro , potrebbe sembrare un prezzo buono . Tuttavia in questi 5/6 anni , abbiamo assistito ad un aumento dei prezzi di produzione di oltre in 50% , quindi probabilmente sarebbe più giusto pagare almeno ad 1,50 euro . Ora , è anche importante tenere l’equilibrio all’interno della filiera , quindi probabilmente si dovrebbe cercare una intesa all’interno di essa . La regione dovrebbe farsi carico di gestire questi rapporti tutelando l’intera filiera . Nel 2017 , a seguito di una mia interrogazione in consiglio regionale , si avviò un grande dibattito nel mondo politico e , l’allora presidente Pigliaru è l’assessore Caria stanziarono un contributo di circa 40 milioni in favore dei pastori che consentì di ristorarli , almeno in parte per il crollo del prezzo del latte che venne pagato a 0,50, perciò credo che anche oggi si potrebbe fare un qualcosa del genere , magari aumentando un po’ la dotazione dei bandi per l’acquisto e il consumo interno del pecorino romano , favorendo così un accordo fra industriali , pastori e coooerative che possa garantire il prezzo di 1,50 . Stendiamo invece un velo pietoso sul lavoro delle agenzie . Sono oltre 2 anni che non pubblicano un bando dei PSR , i sistemi ogni anno vanno in tilt e molti allevatori si ritrovano con i premi bloccati senza un perché . Anomalie inesistenti registrate dai sistemi , che ancora, dopo anni non vengono regolarizzati da chi li gestisce . Quanto determina gravi conseguenze per chi in campagna conta sull’arrivo puntuale dei contributi e si trova spesso costretto a ricorrere all’indebitamento , con grave nocumento per le aziende . Se non si interviene , la vita in campagna sarà sempre più dura e i nostri figli continueranno ad abbandonarle contribuendo ancora di più allo spopolamento sopratutto delle zone interne e a far morire per sempre la nostra millenaria cultura agro - pastorale .