La strana storia dello stadio di Cagliari
Massimo Cellino voleva realizzare lo stadio nuovo a spese sue.
E glielo hanno impedito.
Giulini lo realizzerà con 60 milioni di contributi pubblici.
Solo che Cellino è sardo, viveva in Sardegna e fa parte di quella famiglia che ha costruito la fliera del grano duro dando nell'isola centinaia di posti di lavoro.
Giulini fa un altro mestiere.
trasforma il fluoro in dentifrici.
Vive a Milano.
E poi non dico altro.
La domanda sorge spontanea. Perché è stato concesso a Giulini (Con congrua aggiunta di soldi pubblici) ciò che a Cellino è stato negato?
Commenti in evidenza
Caro collega, qui io gioco in casa. Perché a ficcanasare sugli stadi sono stato il primo: era il 1999, Cellino ne parlava, a Torino ancora no.
La storia è complessa, ma se parti con l'idea che a Giulini abbiano fatto un favore che a Cellino invece hanno negato, sei totalmente fuori pista.
Dunque, Cellino. Intanto ha operato in un regime di totale assenza di regole certe, anche se una strada c'era: l'avrebbe potuta utilizzare il Comune di Cagliari, che ti ricordo era, è, sarà il proprietario del vecchio e del nuovo stadio. Cellino preparava idee, le presentava senza il binario di una legge. Dicevo però, più di lui è il Comune che avrebbe potuto fare la scelta giusta: quale? Copiare Torino.
Nel momento in cui la Juventus ha detto al Comune di Torino (e all'Acqua Marcia, gestore dello stadio Delle Alpi, inaugurato nel 1990 dopo una spesa di 120 miliardi delle vecchie lire di soldi pubblici) che in quello stadio non avrebbe più giocato in quanto completamente inadatto al calcio (io ci sono stato, e avevano ragione a definirlo una cagata) al Comune di Torino invece di farsi prendere dalla cagarella e resistendo a qualche debole opposizione affaristica, ha trovato la soluzione: concessione del diritto di superficie e successivo riscatto con il sistema di "enfiteusi". La Juventus quindi pagando in tutto 26 milioni di euro ma messo le mani sul Delle Alpi e lo ha smantellato, costruendo poi lo Stadium. Successivamente, con un altro milione di euro, ha messo le mani sui terreni della Continassa dove ha costruito di tutto e di più.
Gli amministratori comunali di Torino, che io per ragioni di lavoro interrogavo su tale questione, non solo mi spiegavano tutto passo dopo passo. Parlai col Sindaco, con gli assessori ai lavori pubblici e allo sport. Tutti gentili, disponibili. Al punto che mi dissero: ma se i colleghi di Cagliari vogliono, siamo pronti a scendere in Sardegna documenti alla mano per spiegare come abbiamo fatto.
Passai la voce a un importantissimo amministratore comunale di Cagliari che, in slang, mi rispose: "Ebbai ki a igussusu dus poninti in galera, asabiri".
La storia ha dimostrato che aveva torto.
Da Torino mi raccontarono pure un dettaglio. Il ricorso in Corte dei Conti di un imprenditore, fu rigettato. Il perché era chiarissimo: se non ci avesse giocato più la Juventus il Delle Alpi sarebbe stato un costo enorme di manutenzione e zero di utili.
Chiudo e apro un altro post per non appesantire la lettura,