Pensiamo alle guerre di casa
Avevate mai sentito che i genitori aggredissero gli insegnanti che avevano dato un voto basso a uno studente?
Prima sgridavano il proprio figlio, ora picchiano i professori.
Perché?
Semplice: sono stati trasformati i doveri in diritti.
Nessuno deve studiare ma tutti hanno diritto a essere promossi.
Si possono picchiare i carabinieri ei poliziotti.
Si può insultare chiunque.
Si può deridere la religione.
Si ha diritto a essere pagati senza lavorare.
Gli stipendi devono essere alti anche se la produttività è la più bassa d'Europa.
Si hanno diritti.
Nessun dovere.
Siamo in guerra ogni giorno contro la ragione.
Ci preoccupiamo per ciò che avviene a Minneapolis e in medio Oriente ma chiudiamo gli occhi sui carabinieri costretti a presidiare le scuole.
La mancanza di senso di responsabilità è il veleno che uccide la nostra convivenza civile.
Commenti in evidenza
Da tempo continuo a sostenere che il principale problema di questa nostra società (e per nostra parlo sia della situazione mondiale, che italiana ma specificatamente del posto che conosco meglio ovvero la nostra Sardegna) 𝐬𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐜𝐚𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞.
Tutto parte da li.
Sono d'accordissimo con te riguardo questo sbilanciamento fra diritti e doveri.
Si è battuta la grancassa al concetto del rispetto dei diritti (giusto), al fatto che ognuno ha dei diritti da tutelare (giusto) e che si deve combattere per vedere rispettati i propri diritti (giusto).
Talmente giusto che personalmente faccio attività di promozione dei diritti umani da circa 20 anni. Sul campo. Non sulla tastiera.
Ma..... 𝐒𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢, 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 (𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨) 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐢.
Diritto al lavoro? Giusto. Ma poi c'è il dovere di lavorare.
Diritto ad essere aiutati? Giusto. Ma poi c'è il dovere di aiutare.
Diritto a essere trattati con imparzialità e giustizia? Giusto. Ma poi c'è il dovere di trattare con imparzialità e giustizia.
𝐄' 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐝𝐮𝐞 𝐟𝐥𝐮𝐬𝐬𝐢, 𝐮𝐧𝐨 𝐮𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞. 𝐄 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝟐 𝐩𝐮ò 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐥'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨.
Questa follia della scuola l'ho vissuta con i miei figli. E' responsabilità dei genitori. Certo. In prima battuta. Ma se si abbandonano perchè retrograde le virtù educative precedenti per non avere un modello genitoriale bilanciato tutto va a remengo.
Un esempio.
Quando i miei figli erano agli inizi del loro percorso scolastico, senza paternali o grandi fatiche li ho semplicemente abituati a farsi i compiti da soli. Sempre.
Non gli chiedevo neppure se i compiti li avessero fatti. Era un loro dovere anche ricordarselo.
Una volta mio figlio mi disse "Ma se domani prendo un brutto voto!". Risposi: "Quello sarà il riconoscimento che non hai fatto quello che dovevi. Che problema c'è? Se i compiti te li faccio io prendi un buon voto ma non hai comunque fatto quello che dovevi. Ed è quello lo scopo". 𝐍𝐨𝐧 è 𝐥𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚. 𝐄' 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚, 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
Scusate lo sfogo e il tempo preso.