E Mattia Sirigu che lavora a fare?
Guarda un po', povero Mattia, che ti tocca fare.
Arrivi in azienda alle 4 del mattino.
Governi le capre.
Le alimenti.
Poi le mungi e le conduci al pascolo. Mentre loro divorano erba e germogli, tu fai il tuo meraviglioso formaggio dei fertili pascoli di senorbi.
Lo sali.
Lo confezioni e attendi con pazienza che quelle sagge muffe facciano maturare la tua eccellenza.
Manco fai in tempo a finire che devi mungere di nuovo, riportare le capre all'ovile, pulire la stalla. Quando va bene sono sedici ore di lavoro.
E mentre tu ti spacchi la schiena, gli imbroglioni del continente trasformare il latte spot in caprino, incassando loro il frutto della tua fatica.
E non hanno purdore; lo scrivono proprio: caprino di latte vaccino.
Commenti in evidenza
Anche in Sardegna c'è di molto peggio,quanti di noi non leggono attentamente l'etichetta di certo presunto casizolu,con la dicitura,tra gli ingredienti di:cagliata di latte(vale a dire pasta filata estera). In altri prodotti ho visto solo il codice a barre,che no ti permette sul momento di capire la provenienza della materia prima.
E poi la maggior parte del cosiddetto "casizolu" prodotto da noi stessi allevatori(le vacche ci sono ma non le munge nessuno) è prodotto in modo fraudolento con pasta filata di provenienza estera.