Pannella, Grauso, Parlato e il faro dei diritti

Niky Grauso - è tutto contabilizzato - era il più grande finanziatore italiano del partito radicale e del Manifesto.
Dava ai radicali da uno a due miliardi di lire l'anno e circa un miliardo al Manifesto.
Senza avere niente in cambio ad eccezione della cosa più importante: la lotta che Marco Pannella e Valentino Parlato facevano quotidianamente in nome dei diritti sociali.
Ricordo notti magiche a discutere del senso della Giustizia.
Incontri epici e ricchissimi fra il principe dei liberali, Pannella, e il re dei comunisti, Parlato.
Alla fine sui problemi essenziali - libertà d'espressione garantismo, diritto naturale - ci si trovava sempre d'accordo.
Perché erano persone la cui unica ideologia era il bene comune.
Ho vissuto anni meravigliosi nei quali sognavo un futuro migliore per il mondo.
Siamo stati distrutti, io e Grauso, da tutto l'arco costituzionale perché noi avevamo sogni e i partiti interessi privati.
Pannella e Parlato sono stati dimenticati volutamente perché è stato dimenticato il valore principale del diritto.
Che non è, come pensavo io e loro, la tutela degli esseri umani ma la difesa di interessi partitici.
Lo vediamo ogni giorno in questa vergognosa campagna referendaria.
Lo vediamo ogni giorno in questa vergognosa costruzione della guerra perpetua.
Non esiste un bene da una parte né dall'altra.
Ma solo due mali che si insultano vicendevolmente.

Commenti in evidenza

Roberto Sorcinelli ♥ 24

Su un punto non sono d’accordo, caro Antonangelo: non si può mettere tutti su uno stesso piano.

Da una parte c’è chi cerca di riformare un sistema profondamente ingiusto ed iniquo, dall’altra chi cerca di conservare potere e privilegi.

Nessuno è perfetto, per carità, tantomeno lo sono i politici ed i partiti.
Ma tra le due parti c’è un abisso e proprio questa campagna referendaria sta scavando il solco, almeno a livello di partiti e schieramenti.

Ciò che mi consola è che a sinistra (e soprattutto al centro) stanno emergendo figure che dimostrano onestà intellettuale, riconoscendo una battaglia giusta che fino a ieri era anche la loro.

Viceversa, i vari Travaglio e Gratteri, veri leader politici della sinistra regressista, hanno dimostrato l’esatto contrario.

Auguro loro, ma soprattutto agli italiani, una sonora sconfitta, sì che si possa - dalle loro ceneri - ricostruire una sinistra seria, indispensabile per il dialogo democratico del Paese.