Spengo la tv, semino le patate e altalena con Argo
Ma andate tutti a quel paese: iraniani, venezuelani, israeliani, sauditi, americani, russi, ucraini, referendum, destra, sinistra.
Ascoltare la tv con un'accozzaglia di asini che commenta tutto mi fa venire il voltastomaco.
Chiedo a Cristian di prendere la mia motozappa e sistemare l'orto di casa: 400 meravigliosi metri quadri con sorgente dove inizio a seminare le patate. Poi a turno ci metterò di tutto. Prosciutti, guanciali e lardo ne abbiamo già fatto. Tre litri di latte al giorno per la frue. Il vino lo abbiamo. Il formaggio lo facciamo tutti i giorni.
Spengo la tv, accendo il computer, apro i libri sulla mia scrivania e, mentre guardo il Gennargentu innevato, rileggo la Repubblica di Platone nella meravigliosa variante attica della lingua greca.
Come diciamo a Desulo, il resto del mondo se la prenda "cun trinta e cun baranta".
Si uccidano, si sterminino, si distruggano: affari loro.
Spero che tornino nipotino, figlia e genero.
O almeno mio nipotino.
Gli insegno a usare frunna e tirollasticu.
A mungere la capra e fare le salsicce.
La geopolitica? Se la contendano Andrea Romano e Capezzone.
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Anche io la penso come lei. Non si può vivere le giornate con l'angoscia.... già la vita è breve,per i giorni che mi restano voglio vivere felice delle piccole cose e degli affetti che sono ancora più importanti