Se anche Sal Da Vinci è patriarcale

La canzone che ha vinto Sanremo è nel mirino dei perbenisti di ogni ordine e grado.
La accusano di essere patriarcale.
Un tal Galiano - spacciato come esperto del settore - sostiene che la proposta di matrimonio fatta dal cantante sia una espressione del patriarcato.
E se non gliela avesse fatta cosa sarebbe stato? Un mero cialtrone?
Un'altra persona - non so mai come devo chiamare le donne, se signora, dottoressa - Irene Renei, titolare di un blog, va giù anche più pesante.
Gianna Fratta, musicista ed ex di Piero Pelù è addirittura preoccupata: «Per sempre sì? Un messaggio pericoloso»
Insomma, chiedere alla donna amata di sposarla sarebbe un reato gravissimo.
Aggiungo.
Hanno anche accusato questo Sal Da Vinci d'essere testimonial del sì al referendum perché la canzone si chiude con un "si". Si al matrimonio, naturalmente.
Mi arrendo e alzo le mani.
L'idiozia ci distruggerà.

Commenti in evidenza

Raffaella Aschieri ♥ 28

Io iper critica ma ne faccio una questione musicale. Ok che sono solo canzonette ma non sempre. Per dire Vasco è nato lì. E mille altri.
Sentendolo mi è sembrato di essere nell anno 1960. Musica, tonalità, testo ma non in un club per giovani ma in una balera. Io trovo la canzone orrida e fuori dal mondo.