Ma io sono contro le guerre. Tutte, però
Io sono contro le guerre.
Tutte, però.
Ero contro la primavera araba, quando Obama e Sarkozy uccisero Gheddafi e misero il mediterraneo nel caos.
Ero contro il massacro dei Balcani.
Ero contro l'assassinio di Saddam Hussein, che portò l'Iraq alla guerra civile.
Ero contro, quando chi oggi è contro la guerra all'Iran applaudiva.
Sono contro la guerra, punto.
Sono contro quest'idea di esportare la nostra cosiddetta "democrazia" a chi non la chiede.
Sono contro l'antisemitismo che oggi dilaga.
Sono contro ogni guerra sia quando viene dichiarata dai leader "progressisti" che quando viene avviata dai governi conservatori.
Ho contestato il premio nobel Obama, il presidente Usa più guerrafobdaio della storia.
Ho contestato Biden che ha sponsorizzato l'Ucraina in chiave anti russa.
Ho contestato D'Alema che ha massacrato Belgrado.
E sono contro Trump.
Ma tutti quelli che hanno applaudito a tutte le altre guerre fatte SEMPRE in barba al diritto internazionale ora tacciano. O chiedano almeno scusa.
Ma loro non chiedono scusa.
Hanno la memoria corta.
E ideologica.
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Ricordo bene quando Berlusconi, unico tra i leader in Italia e in Europa, provò a spiegare che la guerra in Libia fosse assurda e avrebbe avuto conseguenze disastrose.
Ricordo anche bene le risatine dei finti pacifisti e dei tanti giornalisti schierati che lo ridicolizzarono, vantando invece le virtù di quei leader, anche di sinistra, ai quali prudevano le mani sui grilletti, in attesa di aggredire uno Stato terzo senza alcuna giustificazione, se non quella di mettere le mani sul petrolio e sul business della immigrazione.