Sono cattolico e apostolico
Oggi è giornata di dolore e di preghiera.
La tv - che pochissimo in verità accendo - la spengo del tutto.
Come cibo pane e un po' di formaggio.
Sono cattolico e apostolico - romano no, desulese - e cancello tutto il resto.
Prego per la mia famiglia, per i miei amici e per tutti coloro che soffrono. Avendo io affrontato (e ancora affrontando) la sofferenza in ogni sua forma capisco che il dolore col tempo aumenta e non cala.
Ma so anche che occorre patirlo con stoica dignità, facendo finta di niente.
Ho fatto senza anestesia l'ultima biopsia al fegato.
Ho sofferto in modo indicibile.
Ma non ho urlato né spiccicato verbo.
Non potevo distrarre i chirurghi né mostrarmi impreparato al dolore.
La vita è, come Gesù ci ha insegnato, sempre dolorosa.
Ma affrontarla con dignità la rende superbamente onorevole.
Commenti in evidenza
C’è una nobiltà severa nel tuo modo di stare al dolore: senza scena, senza fuga. Solo presenza e fede.
D'altro canto, da anestesista, vorrei solo rimarcarti una cosa: il dolore è inutile. Anestesia locale e sedazione. E l'esame prende un altro aspetto.