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Grazie Baturi per la messa in prigione

L'arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi ha celebrato la messa pasquale con i detenuti del carcere di Uta, il luogo dove massima è l'attesa della resurrezione,
Non ha solo rispettato la tradizione cristiana della vicinanza con i reclusi, ma ha espresso la sua presenza e quella della Chiesa con il terminale più emblematico della società: gli ultimi.
Il direttore della prigione, Piero Boruto, ha dato dati allarmanti: 756 detenuti in una struttura che ha una capienza massima di 560 e l'80 per cento ha problemi psichiatrici.
Cioè lo Stato arresta chi va curato.
Il problema della sicurezza è gravissimo e va affrontato più con saggezza che con durezza.
I crimini vanno evitati più che puniti.
E non si risolve nulla con le ricette cretine alla Delmastro - "i detenuti nei cellulari che li trasportano devono stare talmente stretti da non poter respirare".
Il problema si risolve mettendo punti fermi.
1) vietare l'immigrazione selvaggia e illegale.
2) responsabilizzare le famiglie nei confronti dei figli.
3) attuare politiche sociali non di educazione al reddito di cittadinanza ma al lavoro.
Chi lavora onestamente non delinque.
Chi ha una famiglia serena non delinque.
Oggi il problema non è la povertà ma l'aspirazione a una vita nella quale l'unico valore è il consumismo.
Grazie Baturi per la sua presenza a favore degli ultimi,

Commenti in evidenza

Gloria Denotti ♥ 8

Forse bisognerebbe trasferire i detenuti con problematiche in strutture diverse e idonee. Sono stati aboliti i manicomi perché luoghi di tortura e non di Cura , e non si é pensato di trovare qualcosa dove eventualmente ricoverare le persone con problemi psichiatrici, condannate