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Le parole e le armi

I conflitti a pezzi del mondo ci mettono davanti ad una verità drammatica ma inconfutabile: le parole non risolvono conflitti, la mediazione senza deterrenza non ha alcun senso.
L'idea europea che si possano fare accordi e mediazioni confidando esclusivamente sulle parole è stupida.
Abbiamo da un lato la più grande organizzazione terroristica del mondo che viene animata dalla religione. Per noi è difficile crederlo, ma chi arma la mano dei pasdaran è la fede.
Dall'altro lato una potenza mondiale come Israele che non ascolta ragioni perché combatte per la sua sopravvivenza.
I paesi arabi e gli Stati Uniti che a vario titolo appoggiano Israele non per ragioni filosofiche e neppure economiche ma semplicemente perché l'Iran fa paura ed è al di fuori dell'ideologia occidentale che vede un fine economico dietro ogni cosa.
Al di fuori come marziani i paesi europei.
Che pensano di risolvere il conflitto fra diverse visioni del mondo con le chiacchiere.
Che sono belle in teoria, inutili in pratica.
Dilaniati da interessi privati, gli stati dell'Europa mostrano la loro inutilità ed inefficienza e stanno sull'orlo di un baratro che pare inevitabile.

Commenti in evidenza

Luigi Pisanu ♥ 18

Bisogna capire cosa si intenda per più grande organizzazione terroristica animata dalla religione, perché mi pare che la condotta dell’attuale Israele si inquadri in questa definizione, senza poi ignorare le palesi capacità manipolatorie sulla politica USA attraverso i generosi emolumenti erogati dall’AIPAC. Oggi se c’è uno stato che mette a rischio la pace nel mondo, quello è Israele, poi speriamo che tutti gli atti criminali deliberatamente commessi contro persone inermi siano puniti secondo diritto. Gli articoli di Haaretz sono chiari in merito, per intenderci si tratta di uno dei principali giornali israeliani, scritto da persone di religione ebraica.