Al Fatto Quotidiano aria di fallimento
Il Fatto quotidiano ha perso l'anno scorso 2,6 milioni di euro realizzando un patrimonio netto negativo di 6,4 milioni. Significa, in parole povere, che se oggi il giornale di Travaglio dovesse chiudere i battenti ci sarebbe un buco di bilancio di 6,4 milioni di euro.
A rischio il pagamento dei debiti in scadenza.
L'unica soluzione possibile è che l'Unicredit, maggiore finanziatore del giornale, sia disposto a rischiare altro denaro in attesa che arrivino i contributi pubblici che comunque non basterebbero per sanare le perdite.
I revisori dei conti, l'americana Kpmg, hanno messo in dubbio la continuità aziendale.
Le chiacchiere sono una cosa e le vendite in edicola un'altra.
Commenti in evidenza
Travaglio è indiscutibilmente un bravissimo giornalista, forse il migliore. Peccato che anche lui si sia buttato verso una parte smentendo quella che prima era una sua quasi unicità ovvero la sua non dipendenza politica. Un minimo di contributo, secondo me , è giusto che i giornali l'abbiano , contributo che dovrebbe, secondo me, a far sì che gli italiani abbiano la possibilità di leggere il cartaceo che ormai è in via di estinzione. Quando però questi contributi vengono usati male ed in un'unica direzione ed in maniera fallimentare, è giusto che debbano chiudere.