A me piace il profumo dell'ovile
Se c'è una cosa che davvero mi manca è il profumo dell'ovile. Purtroppo, essendo immunosopresso, badare al bestiame mi è vietato: acari, polvere e letame sarebbero per me letali.
Il cancro non perdona gli antichi amori.
E quindi devo guardare da lontano la mia terra, preferibilmente seduto dentro l'abitacolo della macchina.
Mio grandissimo dolore.
Il profumo dell'ovile è per me il più caro.
E' odore del mio paese, della mia gente, della mia famiglia.
E' odore di mio padre e di mia madre, dei miei nonni e dei miei parenti.
E' odore di vita, e di buono, di valori essenziali.
D'altronde mi bastava poco per essere felice: seguire pecore e capre, e vacche e maiali.
Non posso più.
Spero solo che mio nipote abbia la mia stessa passione.
E segua ciò che faticosamente ho costruito e per lui faticosamente mantengo.
la buonanima di mio padre che guarda le vacche al pascolo nella mia azienda
Commenti in evidenza
È il tema, il genere che preferisco nei tuoi post e riesci a rendere in "poesia". Le tue parole trasudano l'anima della nostra terra. Per i sardi veri il bestiame non è mai stato solo 'carico', ma famiglia; essere pastori è un patto d'amore antico che ha cresciuto generazioni intere, dandoci pane e dignità. Quel profumo che ti manca è il respiro della nostra storia. Ma non sei lontano da loro, perché li porti dentro. Un cuore che ama così i suoi animali non smette mai di essere pastore. Forza, che il tuo esempio è il solco più profondo per tuo nipote. Asa a biere.