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Quartu Sant'Elena, viaggio nel gateau

L'amico Sandro Lai, che vive intensamente le sagre della terza città della Sardegna, mi ha accompagnato in un magico viaggio attraverso la più incredibile tradizione di QUartu Sant'Elena: la realizzazione di opere d'arte in gateau.
Che è un croccante di mandorle tostate e zucchero del quale fu maestro indiscusso il vecchio fattorino de L'Unione Sarda, Luigi SItzia, gentiluomo d'altri tempi.
In gateau i quartesi producono monumenti giganteschi, il più famoso dei quali fu il vaticano donato a papa Giovanni Paolo II.
Sto raccogliendo dati e suggestioni per farci una ricerca importante.
Grazie Sandro.

Commenti in evidenza

Raffaele Ballore ♥ 9

Nel mio ricercare e immagazzinare da 40 anni qualsiasi cosa che riguardi il mio paese ho registrato questo:
GATÒ - con il termine 'su gatò' da noi identifica un ottimo dolce di mandorle e miele che a Mamoiada è una delle migliori eccellenze dolciarie. Il nome gató è una evidente sardizzazione della parola francese “gateau”, introdotta dai Savoia, che alla fine del Settecento spostarono addirittura la loro corte a Cagliari. La parola francese definisce però un dolce in genere, mentre da noi, e in tutta la Sardegna, indica solo il croccante dolce di mandorle e miele. In tutta l’isola questo dolce ha quindi una tradizione ormai da 3 secoli e nel corso del tempo sono nate anche alcune varianti che differiscono per l’utilizzo di certi ingredienti, talvolta anche la forma come quella di una torre, un piccolo castello o casetta. Nel suo aspetto più casereccio e diffuso in Barbagia su gatò si presenta però in piccoli rombi a volte disposti dentro confezioni di carta o su foglie di agrumi. Su gató di Mamoiada, apprezzato in tutta l’Isola, si distingue per la particolare croccantezza derivata dalla giusta tostatura delle mandorle, opportunamente
tagliate (mediamente tre pezzi ogni mandorla media, due negli altri casi) e amalgamate, dopo la giusta tostatura, in leggera cottura con ottimo miele e, generalmente, buccia di arancia macinata. È importante e delicata l'operazione che si esegue per "pistiddàre" cioè il “friggere” del miele con lo zucchero per caramellare.
In origine su gató veniva tradizionalmente preparato in occasione di cerimonie particolari come i matrimoni, mentre oggi lo si può trovare durante tutto l’anno. Pare che nei secoli scorsi, le famiglie nobili lo servissero alla fine di ogni pasto importante. Diari di
viaggiatori, loro ospiti, raccontano di questo dolce all’aroma di limone, dall’aspetto così particolare. Grazia Deledda lo descrive in “La via del male”, un romanzo del 1896.