Ragnedda, affronta il processo con dignità
E' davvero indecoroso che Emanuele Ragnedda cerchi scappatoie per evitare l'ergastolo.
Ha ucciso una povera ragazza per motivi abietti, drogato e allucinato.
Ha tradito la fidanzata, che era una persona perbene che lo amava, per una serata di follie.
Ha ammazzato senza pietà.
Ha festeggiato senza pietà il compleanno della mamma arrivandoci con un elicottero privato la sera stessa del delitto.
Ha abbracciato la madre con le mani ancora sporche di sangue.
Difendersi è indecoroso, indecente.
Al processo che si sta celebrando in questi giorni non dovrebbe neppure prendere parte.
Stia in cella e rifletta sulla sua situazione.
Dalla vita ha avuto tutto - soldi, successo, una grande famiglia - e tutto ha distrutto.
Non merita attenuanti, giustificazioni.
Attenda in prigione la sentenza e affronti il suo destino con quella dignità che aveva perduto quando era libero.
Commenti in evidenza
Questo post poteva essere scritto in modo diverso, l’autore ne ha le capacità sia professionali che umane.
Cinzia Pinna era una ragazza fragile, ma questo cosa c’entra? E’ stata ammazzata barbaramente.
E anche Cinzia dalla vita ha avuto tutto, compresi soldi, successo e una grande famiglia. Che forse chi scrive non conosce e non si è preoccupato di conoscere prima di scrivere questo post. Che ripeto, poteva, doveva essere scritto in modo diverso.
Sembrerebbe che avere una grande famiglia sia un difetto per lei o per lui, un aggravante.
E sembrerebbe così che la colpa debba ricadere su quella citata grande famiglia che, in entrambi i casi, sia che si chiami Pinna che si chiami Ragnedda, è anch’essa vittima delle azioni di un figlio drogato.
Sui terzi citati poi… sempre senza conoscere tutto, ci andrei ancora e molto più cauto!
Confidiamo nella giustizia umana e in quella divina.