Opposizione dove sei? Come ti chiami?

Quell'orribile palazzo che umilia la bellezza di via Roma a Cagliari ci costa ogni anno 96 milioni.
I consiglieri regionali ci costano 76 milioni fra stipendi, indennità e portaborse.
I loro vitalizi quasi 15 milioni.
E poi quisquilie.
L'opposizione che fa? Se la gode.
Protesta? Neppure per idea.
Contesta? Ma mica sono matti.
Stipendio? 6.500 euro al mese.
Spese forfettarie? 3850.
Denari da spendere in allegria? Altri 250.000 all'anno.
Poi ci sono i portaborse, gli addetti stampa, le indennità di funzione.
Un milione e 200 mila euro a testa fra riffa e raffa.
L'opposizione potrebbe rinunciare a una mezza milionata di mancette varie.
Potrebbe dire che si tengono solo lo stipendio - 6.500 euro - destinando il resto per esempio alla sanità.
Potrebbero fare guerre contro eolico,, fotovoltaico, cala finanza, vaccinazione selvaggia. Nulla di nulla.
Conoscete il nome di qualche rappresentante dell'opposizione?
Li avete mai visti in piazza accanto al popolo?

Commenti in evidenza

Domenico Mele ♥ 50

​Il Consiglio Regionale è un'illusione: Sardi, riprendiamoci la nostra terra!
​C’è una verità che persino gli insetti nascosti sotto le pietre della nostra isola conoscono, ma che dentro i palazzi di Cagliari si finge di ignorare: in Sardegna l'opposizione politica non esiste.
​Quella a cui assistiamo ogni giorno non è dialettica democratica, è una recita teatrale. Maggioranza e minoranza si spartiscono la scena a favore di telecamera, ma a sipario chiuso si scambiano favori, poltrone e privilegi. Il Consiglio Regionale, esattamente come il Parlamento e troppi consigli comunali, si è trasformato in un puro apparato affaristico. Un comitato d'affari dove il bene comune è l'ultima delle priorità e il mantenimento dello status quo è l'unica vera legge.
​La vera opposizione non siede sulle poltrone
​Chi sta all'opposizione non ha il compito di scaldare una comoda sedia e intascare lo stipendio aspettando il proprio turno per governare.
​Il dovere di chi si oppone è mobilitare il popolo.
​Il dovere di chi si oppone è stare nelle strade, nei paesi, nelle fabbriche e nelle campagne.
​Il dovere di chi si oppone è tradurre il linguaggio oscuro delle delibere per spiegare ai cittadini come e dove stanno scippando il loro futuro.
​Invece, il silenzio e la complicità regnano sovrani. Tutto è ridotto a un incrocio programmato di chiacchiere sterili, mentre l'isola affonda.
​Hanno addormentato il nostro senso ribelle
​La Sardegna ha una storia fiera, fatta di resistenza, di identità e di un profondo senso ribelle. Eppure, oggi stiamo perdendo questa nostra natura. Siamo vittime di un imbroglio culturale che parte spesso dalle cattedre universitarie: intellettuali e accademici che, invece di stimolare il pensiero critico, partoriscono e diffondono le idee più strampalate, col solo risultato di anestetizzare il popolo e renderlo passivo. Vogliono farci credere che non ci sia alternativa, che l'ignoranza sia un destino e l'obbedienza una virtù.
​Sardi, mobilitiamoci! Giovani, unitevi!
​È il momento di dire basta. Se la politica istituzionale ha fallito, se i rappresentanti sono diventati complici di un sistema che impoverisce la nostra terra, allora la responsabilità torna nelle nostre mani.
​Il popolo deve diventare la vera, unica e spietata opposizione contro gli incapaci e i venduti.
​Non aspettiamo che la salvezza arrivi da Cagliari o da Roma. Giovani della Sardegna, unitevi e riprendetevi il diritto di decidere del vostro futuro. Rialziamo la testa, riscopriamo la nostra rabbia pulita e la nostra dignità. La Sardegna appartiene a chi la vive e la difende, non a chi la usa come merce di scambio!
Domenico Mele libero pensatore Sardo