E Tuili piange per la sua storia bruciata
Dieci anni.
Ci aveva messo dieci anni di sangue e sudore Antonio Vinci per mettere in piedi quel gioiello di azienda che si chiama "MAndorle di Sardegna".
E' bastato un cerino.
Condito con invidia, ignoranza, follia per distruggere un lavoro straordinario, un mandorleto modello nel quale si coltivava la biodiversità in modo ecologico e sostenibile, recuperando cultivar ormai quasi perduite.
Antonio Vinci oggi è lì.
Nel suo mandorleto.
Per cercare di salvare il salvabile.
Dice la forestale che in pochi giorni sono andati in fumo in Sardegna 300 ettari di coltivazioni: mandorleti, oliveti, campi di grano.
Complice il grano e il maestrale.
E il cerino.
E il mandante è sempre lo stesso: invidia, follia, malvagità.
Bruciare la terra è peggio che uccidere un uomo.
Perché si ammazza la storia, il paziente lavoro di infinite generazioni.
Mai pace abbiano i piromani.
Vivano a lungo negli stessi tornenti delle fiamme che bramano.
L'azienda di Tuili come era e come l'hanno ridotta
Commenti in evidenza
Il mandante è chi in quei terreni ci vuole fare altro
L invidia nasce solo se si vede la torta e si vuole una fetta....per la cronaca i terreni incendiati possono essere utilizzati solo x produrre energia rinnovabile...
Chi sa fare due più due capisce tutto....
Per fare prima dite invidia perché frode e furto da parte dello stato è troppo lungo 🤬🤬🤬🤬🤬