Nuoro, al San Francesco si muore
Sconsiglio a tutti i nuoresi di ammalarsi.
Forse a casa si salvano, all'ospedale San Francesco no.
Non funziona l'aria condizionata, l'oncologia sta per chiudere, dopodomani il pronto soccorso collasserà per l'assenza dei gettonisti.
Cosa si inventeranno i superpagati consulenti?
Che soluzioni troveranno non dico per evitare ma almeno per limitare il disastro?
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hai ragione Antonangelo, al San Francesco si muore
Sconsiglio a tutti i nuoresi di ammalarsi. Forse a casa si salvano, all'ospedale San Francesco no.
Oggi in quella struttura non funziona l'aria condizionata, l'oncologia sta per chiudere e dopodomani il pronto soccorso collasserà per l'assenza dei medici gettonisti. I pazienti fragili, oltre alla malattia, devono subire l'umiliazione di ambienti invivibili e servizi inefficienti. Mi chiedo cosa si inventeranno adesso i superpagati consulenti. Che soluzioni troveranno non dico per evitare, ma almeno per limitare questo disastro annunciato?
Parlo con cognizione di causa e con una profonda amarezza, perché per anni ho gestito la manutenzione global service all'ASL 3 di Nuoro. Disponevo di tanti operai qualificati e specializzati, e rispondevamo a un ufficio tecnico composto da persone altamente competenti. In quel periodo, mai nessun servizio si è bloccato. Mai l'aria condizionata, mai le centrali a vapore: tutto funzionava alla perfezione grazie a chi sapeva dove mettere le mani. Il San Francesco era sempre ai primissimi posti nelle classifiche indicate dal Tribunale del Malato. L'ospedale doveva essere, ed era incamminato per diventarlo, il terzo polo sanitario della Sardegna. Tutto questo fino al 2014, anno in cui tutto funzionava ancora benissimo e senza nessun disguido.
Poi hanno deciso di fare posto alla grande distribuzione, ai poteri forti. È stato l'inizio della fine. Già dai primi giorni i nuovi arrivati non erano in grado di intervenire, e toccava ancora al mio personale metterci una pezza e risolvere i problemi. Da quel momento hanno iniziato a fare ingresso uomini incompetenti, entrati solo per conoscenze con i politici locali.
Invece di investire sulla salute dei cittadini, la priorità è diventata un'altra: l'importante per loro era realizzare botteghe e bar internamente. Dirigenti e Regione hanno letteralmente distrutto tutto, portandoci alla dipendenza da contratti precari e gettonisti che costano cifre astronomiche senza garantire continuità.
Avrei tanto da raccontare, ma tanto. Vedere un'eccellenza che abbiamo contribuito a costruire ridotta a un posto in cui si rischia la vita fa sanguinare il cuore. È un deliberato tradimento sulla pelle dei cittadini e dei malati della Barbagia e di tutta la Sardegna centrale.
hanno preferito ristoranti e negozi ai medici e alle attrezzature medico scientifiche.
Domenico Mele libero pensatore Sardo