Sanità, follia o lucido cinismo?
Parrebbe che in Sardegna i medici non siano affatto pochi.
E parrebbe che anche gli infermieri non siano affatto pochi.
Però si è speso 360 milioni per i gettonisti.
Ora si sta iniziando ad assumere medici da ogni dove con lauree e specializzazioni spesso impossibili da verificare.
Per esempio, i medici di base sono 1000, gli abitanti un milione e mezzo e quindi ci sarebbe un medico ogni 1.500 pazienti: proporzione perfetta.
Il problema è come sono allocarli.
Capisco che sia preferibile stare accanto a casa propria piuttosto che lontani 150 chilometri.
Però ho scoperto nella vita che il denaro sopisce ogni malumore.
E siccome per i solo gettonistisi abbiamo buttato al vento 360 milioni di euro e forse ora ne spenderemo di più con gli stranieri, non sarebbe il caso di studiare un piano strategico con l'ordine dei medici e le organizzazioni di categoria per sfruttare al meglio le risorse?
C'è un problema.
Dal disservizio chi ci guadagna?
Noi abbiamo visto importanti esponenti politici tagliare il nastro di strutture private peraltro non di proprietà sarda.
Non è stato un bel vedere.....
Commenti in evidenza
Gentilissimo Antonangelo, prima di tutto un caro saluto da ex studente del Siotto in anni lontani...poi da ex medico ospedaliero, ormai avanti negli anni e che ha visto sfilare assessori alla Sanità con stuolo annesso (regolarmente dotato di block notes su cui regolarmete prendere appunti) ad ogni cambio di amministrazione regionale, direi che non si tratta soltanto di mera questione economica, ma di qualità di vita sia in campo ospedaliero che territoriale...laddove esiste una buona organizzazione del lavoro i medici ci sono (vedi il ramo privato), nella gran confusione attuale a livello pubblico (alla quale si rimedia con provvedimenti "urgenti" e senza almeno in apparenza un'idea di programmazione) chi resiste tra medici e professioni sanitarie è un eroe