La famiglia nel bosco, modello di vita
Che una famiglia non possa decidere di vivere in mezzo alla natura insegnando ai propri figli ad amare la terra e gli animali è vergognoso.
Che lo Stato entri nelle logiche pedagogiche di due genitori è un sopruso fascista e miserabile.
Se tolgono i bambini a Catherine e Nathan, che hanno deciso di vivere in mezzo alla natura nei boschi di Chieti, e non a quei genitori che abbandonano i bambini e videogiochi e palmari è letteralmente scandaloso.
I figli del bosco studiano a casa, imparano a riconoscere le erbe e gli animali, vivono sani e felici, lontano da inquinamento ambientale e culturale.
Che c'entra lo Stato?
Se lo Stato decide su questo, decide anche su come tutti i bambini del mondo devono vestire, parlare, giocare, mangiare, camminare.
Questi sono i migliori fra i genitori possibili perché allevano i loro figli nel pieno rispetto dei cicli biologici, perché non li avvelenano con cibi processati, perché non li rimbambiscono con telefono e videogiochi.
Perché il bene viene proibito e il male consentito?
Commenti in evidenza
Non ho mai visto un trattamento del genere verso le famiglia rom , zingari, che vivono invece tra copertoni bruciati, spazzatura, liquami, fogne a cielo aperto e degrado....