Buon anniversario, grande Montanaru
Il 15 novembre del 1878 nacque nell'antico rione di Issiria a Desulo Antioco Casula "Montanaru", il più grande poeta in lingua sarda.
Inventore mondiale della poesia antropologica, descrisse la vita quotidiana del nostro paese facendo sì che fosse una metafora del mondo, secondo una ideologica ben descritta da Carlo Marx che però non trovò fra i comunisti nessun poeta che seguisse questa indicazione.
Fu anche poeta lirico di indescrivibile valore. Basta ricordare, una per tutte, "Est una nott'e luna".
Celebrato in vita da poeti del calibro di Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Ungaretti, fu amato da intellettuali del livello di Ranieri Ugo e Michelangelo Pira.
La sua casa - grazie al mirabile impegno del nipote Giancarlo Casula - è oggi un museo visitabile e gratuito.
Ogni anno Desulo lo celebra con un famoso premio di poesia imn suo onore.
Buon compleanno, tiu Antiiogu.
Commenti in evidenza
Molte poesie di Antioco Casula Montanaru vengono riproposte sin dalla sua nascita dal tenore San Gavino di Oniferi. Ho il ricordo di una volta io quattordicenne, che Francesco “Ugolo” Pirisi ventiduenne, mi diede un passaggio con il Fiat 616 di famiglia mentre io e mio fratello Giuseppe di tre anni più piccolo andavamo a fare fascine di lentischio a “Sa Chessa” zona del territorio comunale ricca di tale essenza vegetale.
Lui Francesco portava con sé un libro di poesie di Antioco Casula Montanaru. Fu in quell’occasione che seppi per la prima volta dell’esistenza del poeta di Desulo e il suo nome mi rimase impresso forse perché portava il mio stesso cognome.
Tra le poesie di Montanaru cantate da Ugolo in questo momento mi vengono in mente Tiu Bobore Mannu un inno al rifiuto della vendetta, ma anche Sos Antigos nei cui versi si legge la volontà del sardo di rispondere occhio per occhio, dente per dente davanti ad un torto subito lasciando da parte ogni buon proposito presente nella sua indole.
Sempre di Montanaru il Tenore San Gavino ha riproposto la struggente poesia intitolata Sa tia de filare. Poesia questa cantata da diversi cori polifonici. Forse il primo a musicare questo capolavoro è stato il maestro Tonino Puddu che oltre ad essere stato cofondatore e direttore sino alla sua prematura morte del Coro su Nugoresu ha contribuito anche alla formazione del Coro Montanaru di Desulo.
Sempre di Montanaru cantata da Ugolo mi viene in mente Tiu Bostianu Sale, persona che di mestiere faceva il porcaro che tutti temevano in quanto per farsi rispettare non usava fronzoli, ma anche A s’Omine nei cui versi si legge di come la vita sia regolata dall’incognita del destino.
Tra la bravura di Montanaru e di Peppinu Mereu non sarei capace di fare una classifica posso solo dire che sono i migliori che là Sardegna abbia prodotto. Poeti che per bravura e temi toccati nei loro versi possono competere con altri di valore nazionale. Ambedue hanno portato avanti la valorizzazione della lingua sarda come base principale dell’identità del popolo della Sardegna.
Montanaru per questa sua posizione sulla lingua sarda ha passato anche qualche guaio con la giustizia nel periodo che una legge fascista imponeva l’uso esclusivo della lingua italiana.
L’Unione Sarda, giornale dove spesso Montanaru pubblicava qualcosa, per paura delle ritorsioni fasciste arrivo’ anche a censurarlo.