In molti abbiamo vissuto nel bosco

I giudici hanno trasferito i bambini di Chieti in una comunità.
Perché vivevano in una casa nel bosco secondo un modello pedagogico improntato al rapporto fra uomo e natura.
Una scelta a mio avviso saggia e assolutamente in linea con tutte le nuove sensibilità green, ecologiche, ambientaliste.
Ma nel bosco abbiamo vissuto in tanti.
Quando sono nato io dalle mie parti non esisteva il bagno in casa.
Le case dei paesi di montagna erano più spartane dell'abitazione nella quale vivevano i bambini di Chieti.
Non avevamo telefono, telefonini, computer, palmari e neppure la tv.
Non mangiavamo merendine, cibi processati ma tutto ciò che si produceva in casa.
Non avevamo riscaldamento - e nel mio paese nevicava per 6 mesi l'anno - né acqua calda.
Eppure siamo vissuti benissimo.
Non credo sia un crimine togliere ai bambini telefonini, palmari, tv e cibi processati.
Meglio giocare con pecore e capre, cagnolini e gatti piuttosto che con la play station.
Meglio fare ginnastica coltivando l'orto che nelle palestre.
Meglio mangiare ciò che si produce in casa che cibi processati della grande distribuzione.
Può lo Stato mettere becco nelle scelte pedagogiche genitoriali?
Può lo Stato imporre a un genitore una scelta urbana e non naturale?
I bambini stanno meglio in una comunità rispetto a una famiglia amorevole e rispettosa dell'ambiente?
Si deve essere ambientalisti solo a parole ma mai nei fatti?

Commenti in evidenza

Luca Mery Angy Seby ♥ 21

Chi non si adegua al sistema fa' paura e quindi deve essere fermato, a qualunque "costo"...PAESE DI MERDA.