Addio pastore, addio

Il 2026 sarà l'anno del pastoralismo.
In tutto il mondo si parlerà dell'importanza della. cultura e dell'economia pastorale.
Peccato che, almeno per quanto riguarda la Sardegna (che un tempo fu la mecca mondiale della pastorizia da latte) il settore stia attraversando una crisi che pare irreversibile.
L'età media dei pastori è di 55 anni.
Non esiste ricambio generazionale.
La gente fa pochi figli e quei pochi non hanno nessuna intenzione di alzarsi alle 3 del mattino per mungere pecore.
Si è innescata in tutta Italia - ma da noi in modo particolare - l'idea che il guadagno non coincida col lavoro.
Tutti vogliono uno stipendio ma pochissimi lo collegano al sacrificio e anche alla magia del fare.
La terra darebbe ancora un reddito decoroso a chi la lavorasse, ma è troppo bassa e necessita di cure costanti.
Il numero dei capi di bestiame si è drasticamente ridotto anche a causa di una complessità burocratica perversa.
Gli immigrati che stanziano nei paesi ciondolano, ma anche loro hanno una grandissima allergia al lavoro. Preferiscono campare senza fare niente considerando l'elemosina un diritto.
Persa la cultura pastorale, si perderanno identità e radici.
Ci stiamo abituando a poco a poco a fare il mestiere che l'Unione europea vuole imporci: i mendicanti.
Da popolo di pastori a popolo di straccioni.

Commenti in evidenza

Sslvatore Comida ♥ 3

Il Danno Ce Lo ha Fatto L'Europa Con Le Sue Sanzioni Di Quote Latte E Benessere Animale Dovevamo Trasformare Una Campagna In Una SPA Per Animali Altrimenti Sanzioni E Poi Scompensi E Concorrenza Sleale Con Gli Stessi Paesi UE..FRANCIA OLANDA E GERMANIA E POI L'AGRICOLTURA CONCORRENZA DISPARI TRA ITALIA E SPAGNA E GRECIA. MAH LO VOGLIAMO CAPIRE CHE QUESTO SISTEMA LO STANNO PORTANDO PER SOTTOMETERE UN CONTINENTE AL VASSALLAGGIO TECNOLOGICO E MILITARE DI TERZI. I NOSTRI RAPPRESENTANTI EU CI HANNO FATTO IL PROCESSO DI NORIMBERGA ECONOMICO.