A lezione di vino da Tonino Arcadu
Conosco il grande Arcadu da quando iniziò la sua opera di modernizzazione della viticoltura barbaricina. Parliamo di una quarantina d'anni, o giù di lì.
Un genio.
Portò novità nella tradizione e spiegò la tradizione a chi non beveva vino sardo.
In pochi lo ricordano, ma 40 anni fa nei ristoranti sardi non si trovavano vini sardi.
Iniziarono pochi eroi.
Arcadu a Oliena, Antonello Pilloni a Santadi, il vecchio Ragnedda ad Arzachena.
E il vino sardo divenne un must internazionale.
Stasera alle 17,30, nella cantina Gostolai e Oliena, verrà illustrato e commentato il libro La VITE RITROVATA, (che a Oliena non si è mai persa) scritto proprio da Tonino Arcadu. Il volume sarà presentato da Gianni Lovicu che approfondira l'origine della vitivinicoltura in Sardegna, Cinzia Loi che illustrerà l'uso dei palmenti, ovvero dei lacos de catzigare s'aghina, in un lontano ma anche recente passato. Dialogheranno con l'autore Ignazio Caredda e Pierluigi Nieddu.
Commenti in evidenza
Ho un ricordo bellissimo,di Ragnedda.Diede vita alla tenuta "Capichera",si estendeva nelle campagne di Caldosa,dove fece edificare il fabbricato della cantina.Ricordo i primi vermentini,delizia per il palato.Poi è stato risucchiato dal successo e dalla concorrenza.Non dimenticherò mai quel primo vigneto,che costeggiava la strada prospiciente la ferrovia Tempio/Palau.