Violenza? La Sardegna è un'isola felice
Ignoro se altrove la violenza sia un problema così grave.
Qui in Sardegna è un'isola felice.
Tutti possono andare a passeggio ovunque, nelle città come nei paesi, a qualunque ora senza correre rischi di chissà quale entità.
A mia memoria si stava peggio 40 anni fa, soprattutto nelle città, quando dilagava il problema dell'eroina.
Io devo essere sincero: in paese lascia aperta la porta di casa e anche quella della macchina e nessuno tocca niente.
Anche a Cagliari, dove spesso sverno, nulla capita.
I problemi sono altri.
Sanità, prezzo del latte, eolico, buche nelle strade, Carlo Felice in costante manutenzione, rete idrica colabrodo.
Temo più la lentezza dei cup che i rapinatori.
In Continente non so.
Ho detto a mia figlia di tornare in Sardegna con marito e Argo.
Gli ultimi due sono convintissimi.
Lei tornerebbe se ci fossero collegamenti aerei efficienti con Londra, Amsterdam e Parigi, dove ha gli uffici.
Ora devo convincerla a mollare tutto, farmi altre tre nipotini e coltivare un orto. In inverno a Desulo a sciare, in estate al mare.
E a quel punto a Milano può anche scoppiare la guerra civile: affari loro.
Commenti in evidenza
Per Cagliari non sono purtroppo d'accordo. La città ha ormai perso quel profilo di sicurezza che la contraddistingueva nei decenni scorsi. Intere zone del centro non sono sicure e la riprova è che sia stata maldestramente, e tardivamente, instaurata una zona rossa. Ma già la creazione di una zona rossa indica la portata del problema ma non lo risolve assolutamente, visto che si limita a spostarlo verso zone limitrofe. La realtà che non si vuole vedere è che il tema della sicurezza sia una diretta conseguenza della immigrazione incontrollata, di quella delle persone che non vengono qui a lavorare o a integrarsi ma solo perché sanno che qui, a differenza dei paesi di appartenenza, non si paga mai pegno per i crimini e le nefandezze commesse.