Spolladeddu, storia normale di un eroe esemplare
Poiché nacque privo di beni di fortuna, Giuseppe Ignazio Loi fu soprannominato "spolladeddu", spogliaticcio.
Infatti nulla aveva eccetto la dignità.
Che è la maggiore delle ricchezze.
A 11 anni divenne servo pastore di un proprietario del suo paese, Terralba. E a 20 anni aveva messo insieme un piccolo gregge grazie al quale divenne padrone di se stesso.
Costruì a poco a poco il suo furriadroxu a Pauli pirastu, in sa sa carreba de Mattisceddas, pascolando il gregge nei pascoli più fertili.
Non ha mai preso moglie, Spolladeddu, perché aveva sposato sin da bambino il senso della natura, della quale è stato marito esemplare.
Poi un bel giorno è arrivato un famoso regista romano, Riccardo Milani, che ha avuto una folgorazione: far interpretare a Ignazio Loi la figura di Ovidio Marras, il capraro di Teulada che si oppose alla speculazione edilizia.
Milani fece centro.
Spolladeddu, a 85 anni, interpretando se stesso, ha dimostrato d'essere attore straordinario.
Ci ha guadagnato, come dice lui, il bagno di casa e una popolarità straordinaria
Mi permetto di dare un consiglio a Milani.
Faccia un altro film.
Ancora più vero.
La storia normale di un eroe esemplare, Spolladeddu.
Commenti in evidenza
Mah, a me è sembrato scelto apposta per fare la caricatura del sardo come lo immaginano a Milano. La perla del bagno fuori è stata un tocco di classe di qualche genio del marketing. Trent’anni anni fa gli avrebbero fatto dire che si ingroppava le pecore, ma oggi gli animalisti non lo permetterebbero.