Caos sanità, ma questi non capiscono
La sentenza del Tar, applicando la decisione della Corte costituzionale, ha detto che la Giunta regionale non aveva nessun potere per nominare i nuovi dirigenti della sanità
Cinque stelle e Pd, imperterriti, litigano sulle 3 ultime nomine.
Non hanno capito ancora che non le possono fare.
Non hanno capito che devono tornare in carica i vecchi dirigenti.
Non hanno capito che hanno fatto in un anno un danno di decine di milioni di euro a causa della loro insipienza.
Non hanno capito che la sanità deve essere ristrutturata e resa efficiente e non spartita.
Lo ha detto la Corte costituzionale.
Lo ha nuovamente stabilito il Tar.
E loro fanno finta di niente.
Che spartite? Sono soldi nostri.
Silvio Lai, segretario regionale del Pd, mi rivolgo a te, che ne capisci: resetta tutto.
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È lei che non ha capito o finge di non capire per poter continuare a buttare fango sulla Todde.
Alessandra Todde:
"𝗦𝗔𝗡𝗜𝗧𝗔’: 𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗢𝗥𝗦𝗢 𝗩𝗔 𝗔𝗩𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗜𝗦𝗧𝗢
La sentenza emessa ieri sera dal TAR, era attesa e non cambia il percorso che abbiamo già definito. Nella delibera del 31 avevamo scelto consapevolmente di non procedere alla nomina del direttore dell’ASL di Sassari proprio perché quella decisione era imminente. Nessuna sorpresa, nessuna retromarcia.
I dati vanno guardati in faccia. I numeri del 2023, certificati anche da Gimbe, collocano la Sardegna la penultima regione per il rispetto dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
A coloro che oggi, dopo un anno e nove mesi della nostra giunta, costruiscono la narrazione del disastro, chiedo dove fossero quando avevano la responsabilità di governare e perché le soluzioni che ora vengono presentate come salvifiche non siano state adottate allora con i direttori nominati da loro, rimasti al loro posto fino a fine aprile 2025.
Le scelte sui direttori generali le stiamo facendo in base a un criterio semplice e rigoroso: le competenze. Non i colori politici, non le appartenenze.
In questi mesi abbiamo già avviato il recupero delle liste d’attesa. Nelle prossime settimane richiameremo decine di migliaia di sardi, a partire da circa 30.000 persone nell’area vasta di Cagliari.
La sanità si giudica sui numeri e sui risultati. Guarderemo quelli del 2025, del 2026 e degli anni successivi.
La responsabilità si misura su ciò che si fa, non sulla demagogia. Quella non ci appartiene."
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