La risposta sarda al Mercosur con lezione giapponese

La stc carni della famiglia Stochino risponde a Mercosur con un'iniziativa importante: il più grande centro ingrasso di bovini della Sardegna i cui lavori sono iniziati pochi giorni fa.
Cinquemila capi all'anno.
I bovini svezzati nelle montagne sarde verranno ingrassati nel centro di Uta, accanto al centro di lavorazione delle carni in una filiera certificata non a chilometro zero ma a metri zero.
La carne - sana e sarda - arriverà fresca nelle 280 macellerie che il gruppo gestisce direttamente in tutta l'Isola.
I tre figli di Bruno Stochino sono tornati oggi dal Giappone dove hanno studiato i metodi di produzione della carne migliore del mondo, la Wagyu di Kobe, derivante da bovini allevati in modo sostenibile e rispettoso della salubrità degli animali e quindi dei consumatori.
La Sardegna produce 170.000 vitelli all'anno. Di questi meno del 10 per cento vengono ingrassati in Sardegna. Gli altri finiscono in Lombardia e da qui fanno ritorno nell'Isola già macellati, dopo giorni di viaggio e di stress, e ingrassati con chissà quali metodi di produzione.
La Sardegna esporta il 90 per cento dei vitelli svezzati e importa il 90 per cento della carne consumata.
L'iniziativa della famiglia Stochino ridurrà questa follia di ben l'8 per cento con un allevamento completamente automatizzato, ecosostenibile e soprattutto salubre.
Sorgessero nell'Isola altre 14 aziende simili, la nostra terra mangerebbe solo carne allevata, ingrassata e lavorata in Sardegna senza essere costretta a ingerire porcherie.
Complimenti.

Commenti in evidenza

Agnese Pilleri ♥ 25

L'ideale sarebbe proprio produrre, ingrassare e macellare solo animali della Sardegna