L'anello debole di Angelica Grivel
Ho appena girato la 488 pagina dell'ultimo libro di Angelica Grivel Serra, chiudendo la copertina per poggiarla sul comodino.
Letto tutto d'un fiato in un giorno senza significative interruzioni.
Grazie Angelica Grivel, cagliaritana del mondo, 27 anni di platonica emozione.
Sono troppo vecchio per leggere romanzi.
Non mi interessa la trama né le storie.
Gli intrighi e gli intrecci sono ormai per me lettera morta.
Ma la scrittura no.
La bella scrittura mi incanta e inganna sino a farmi perdere il. lume della ragione.
E così è stato per "L'anello debole", un romanzo di 488 pagine pubblicato da Angelica per le edizioni Harper Collins.
Una scrittura ipnotica, di rara bellezza, che mi ha catturato in un turbinio di vortici intellettuali.
Una narrazione che pare ritmata al tempo del davul afghano, quel tamburino cilindrico a due pelli che ricorda l'origine della creazione, con i suoni che si ripetono e confondono nel segno dell'eterno.
Mi sono saziato di un cadenzare lento, di una sintassi elegante e attenta, senso vero della storia narrata.
Una storia intricata e bella, che la scrittura dipana e riavvolge, facendoci capire che ogni fine è diversa dal suo inizio.
O forse no.
Forse.
Commenti in evidenza
Antonangelo, ho letto più volte queste righe e ancora, davvero, non me ne capacito! 🙏🏻 Arrivano come un dono!
Le parole che dedica poi alla mia scrittura, generosamente splendenti nella loro nettezza, specie con quell’immagine d’accostamento al davul afghano, sono per me quanto di più corroborante possibile. Mi hanno fatto sinceramente del bene.
Grazie per avermi compresa. Grazie per aver (ac)colto così L’anello debole. Vastamente grata e altrettanto onorata. ❤️🙏🏻