L'arte di fare il fuoco

Ogni mattina alle 4 faccio il fuoco.
Prima a casa mia.
E poi a casa di mamma, alla quale pesano anni e fatiche, ma xhe al suo risveglio fra due ore troverà una cucina immersa nel tepore.
Fare il fuoco è rito ordinario di noi, gente di campagna.
I cittadini devono invece fare un non semplice corso di formazione.
La legna deve essere di diversi tipi.
Io uso corbezzolo, leccio e potatura di olivi.
Deve essere ben stagionata: almeno un anno.
La preferisco di alberi cresciuti davanti al sole.
Tagliata a lunghezze al di sotto del metro.
Costruisco nel camino una specie di nuraghe trilobato con torre più alta poggiata sul muro (protetto da mattoni refrattari).
Sotto la legna più fine: rametti, tavolette. A coprire due rami grossi, uno a destra, uno a sinistra e uno più piccolo al centro.
Per avviare il fuoco usavamo un tempo grasso rancido.
Ora utilizzo un più comodo accendifuoco.
Seguo l'accensione per qualche minuto: il fuoco è come una donna amata, ha bisogno di tenere attenzioni.
Come ogni amore, parte con una grande vampa, ma va poi curato affinché il cuore della passione non si spenga.
E poi esplode.
Sereno e forte.
Buon risveglio, mamma.

Commenti in evidenza

Antonella Chessa ♥ 8

Nonno classe 1887, mancó a 107 e sei mesi. M’insegnò a fare il fuoco!! Lui che non vedeva tanto. Lo accendeva lo stesso!!