E Tonino Arcadu ritrova la vite
Ho chiuso con mia immensa gioia il libro di Tonino Arcadu, "La vite ritrovata". Stanotte lo rileggerò per bearmi ancora di tanta bellezza.
Quando proporre vino sardo nei ristoranti sembrava un'eresia, il prode Arcadu - pattadese di Oliena - usò la resolza del suo sapere per aprire un varco nella mente ottusa di noi sardi, che bevevamo vinaccio straniero per darci un tono.
Fu un vero sardista.
Coraggioso e acuto, oltre che saggio e risoluto.
E ritrovò la vite perduta dagli stolti recuperando in piena solitudine ciò che le istituzioni negavano.
Io, che ho la memoria di un elefante, ricordo tutte le menate di agronomi ed enologi che proponevano di impiantare in Sardegna cabernet e sangiovese in modo da "nobilitare" i più nobili e antichi dei vini, quelli sardi.
Il dottor Arcadu andò in direzione ostinata e contraria.
E impiantò le più antiche varietà di cannonau e crannazza spiegando agli idioti che i pionieri del vino eravamo noi sardi.
A poco a poco il suo "Gostolai" trionfò, dando letteralmente la stura ad altri imprenditori che ne seguirono l'esempio
Poi la scienza, il dna e la ricerca gli diedero ragione.
Sono onorato e lieto di presentare il suo volume il prossimo 5 febbraio alle 17,30 nella sala convegni della biblioteca Emilio Lussu di Cagliari, a Monte Claro.
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Fortunatamente ci sono persone che.non sbagliano strada, complimenti 👏