Giovanni Farina, in difesa di un poeta
Leggo con grande piacere le poesie e i libri di Giovanni Farina, che ha trascorso in carcere una buona parte della sua esistenza per sequestro di persona e ora è libero. Libero per modo di dire, perché viene perseguitato per il suo passato sul quale l'espiazione della pena ha messo la parola fine. Innocente o colpevole che fosse, ha pagato. E quando uno estingue i suoi debiti dovrebbe aver finito di pagare.
Giovanni Farina, pastore di Orune trasferito sin da bambino a Prato assieme alla sua famiglia, viene tutt'ora perseguitato da uno stato che non paga mai i propri debiti ma perseguita chi ha già pagato.
Farina in carcere ha studiato.
Nonostante la sua detenzione sia stata non dura ma durissima.
Al 41 bis. Un'ora d'aria al giorno. Per 43 anni.
E ha esaltato la sua grandissima interiorità scrivendo poesie sulle quali riflettere e libri che personalmente mi affascinano.
Spero che lo Stato lo lasci in pace.
Ha 75 anni ed è un poeta.
Ha pagato con 43 anni di detenzione, la metà dei quali ingiustamente venendo assolto da gran parte delle sue accuse.
Le auguro, signor Farina, una vecchiaia serena, libero da vessazioni e ingiurie.
Commenti in evidenza
Chi si macchia di questo reato, chi si arroga il diritto di privare della libertà un altro essere umano, riducendolo a condizioni disumane, solo per volersi arrichire sulle fatiche altrui, non avrà mai estinto il debito con la giustizia, e soprattutto con la propria coscienza. È risaputo che lei è palesemente schierato con questo tipo di personaggi, però come già gli dissi in altra occasione, avrei voluto conoscere il suo pensiero, nel caso in cui nelle mani di questi personaggi ci fosse finito un suo familiare o peggio ancora un suo figlio...ovviamente senza rancore