Il poliziotto di Rogoredo., se fosse vero punizione esemplare

Se fosse vero che Carmelo Cinturrino, l'assistente capo di polizia indagato per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo a Milano, il 26 gennaio, avrebbe mentito ad altri agenti sarebbe non grave ma terribile. Pare abbia detto falsamente ai colleghi di aver chiamato i soccorsi quando il 28enne era a terra agonizzante dopo il colpo alla testa, ma in realtà non l'avrebbe fatto.
E pare che gli abbia messo lui la pistola giocattolo in mano.
Beh...se tutto questo fosse vero questo Carmelo Cinturrino sarebbe un vero delinquente.
E meriterebbe il doppio della pena prevista per un normale cittadino.
Perché un uomo delle istituzioni non può imbrogliare le carte.
Se ha davvero ucciso lo spacciatore - che certo non era un angioletto della quinta corona di Dionigi l'Areopagita - e poi ha mentito deve essere severamente punito.
Perché le istituzioni non possono imbrogliare.

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Gianleonardo Corda ♥ 159

“Un balordo morto, io sto col poliziotto”.
“Sempre dalla parte delle forze dell’ordine”.
“I giudici vogliono impedirci di far rispettare le leggi”.
"Lo scudo penale per le forze dell’ordine".
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Non c’è nulla di più stupido, indecente, inaccettabile, irricevibile di queste parole e di queste proposte.

Ovviamente vengono da Coso e da Gioggia, dai più meglio.

Ed è bastato aspettare qualche giorno, se non addirittura qualche ora, per sbugiardare e farli vergognare.
Parliamo dei fatti di Rogoredo.
Uno spacciatore è stato ucciso dalla polizia.
Fin qui ci può anche stare, se delinqui e reagisci in modo violento può capitare.
Il problema è che quello che sta venendo fuori è raccapricciante.
E lo dicono i poliziotti stessi.
“Il 42enne Carmelo Cinturrino, su cui pende anche un'indagine per falso, avrebbe coperto l’attività di spaccio al Corvetto in cambio di alcune migliaia di euro”.
Inoltre sembra ormai appurato dalle indagini che la vittima non avesse nessuna pistola e che questa sia stata piazzata artatamente.
Inoltre “Carmelo Cinturrino (il poliziotto) avrebbe gestito da solo le fasi successive alla morte di Abderrahim Mansouri” non chiamando i soccorsi.

“Prosegue l’interrogatorio agli agenti sul caso del pusher ucciso a Rogoredo. Dalle testimonianze dei colleghi emerge che un poliziotto avrebbe mentito sulla chiamata ai soccorsi dopo che la vittima è stata colpita. I colleghi descrivono il poliziotto come colui che ha gestito tutto, definendolo “una sorta di fanatico”. #ANSA”

Il quadro che emerge è spaventoso.
Altro che “un balordo morto”, qua sembra che ci siano balordi in divisa. Vivi.
Altro che “sempre dalla parte delle forze dell’ordine”.
Altro che “scudo penale”.
E, ovviamente, altro che “i giudici vogliono impedirci di far rispettare le leggi”.
Un paese in mano a questi politici, con tanto di scudo penale e controllo dei giudici sarebbe un paese finito, una dittatura conclamata con milizie al posto delle forze dell’ordine.

Per fortuna si possono e si devono indagare anche le forze dell’ordine.

Per fortuna i giudici sono indipendenti.

Perché la domanda è sempre la stessa: “e da voi chi ci protegge?”.