Di chi sono i bambini?
I bambini sono dei bambini stessi. Non dei genitori. Ma certamente sono ancor meno di proprietà dello Stato.
Il problema non è di semplice soluzione.
La vicenda dei bambini del bosco è ben più importante di quanto si pensi.
Non si tratta solo del destino di una famiglia ma di quello della stessa società civile.
E la domanda è estremamente complessa: sino a che punto lo Stato può intervenire nei diritti individuali delle persone?
I genitori hanno dei limiti nella loro pedagogia?
E se si, chi li stabilisce?
Faccio un esempio: per quale motivo i servizi sociali non intervengono sulle famiglie di tutti i maranza di 13 e 14 anni che tiranneggiano i loro coetanei? Perché non intervengono nelle famiglie dei bulli? Perché non intervengono nelle famiglie che impongono il burqa a bambine di 10 anni?
Si può impedire a una famiglia religiosa di vietare il velo a una bambina? Sulla base di quale legge?
E si può impedire a una famiglia di vietare il telefonino ai propri figli?
E si può impedire a una famiglia di vietare tatuaggi e piercing ai minori?
Cosa intende lo stato per "socializzazione"? E' preferibile mandare i figli a lezioni di musica, inglese, yoga eccetera eccetera oppure farli vivere in campagna fra galline e cavalli?
Chi stabilisce quale possa essere il giusto e il buono per i nostri figli?
La legge è chiara su alcuni punti: nessuno al mondo, tantomeno i bambini, possono essere picchiati, maltrattati, affamati, costretti a rubare o a mendicare.
Ma non esiste nessuna legge che imponga protocolli pedagogici.
Chi stabilisce che i bambini siano più felici in una gelida comunità che in un bosco con genitori che li amano?
Il bisogno principale di un bambino è quello di essere amato.
Può essere amato da un educatore più che da sua madre?
Commenti in evidenza
Saró razzista o quello che di peggio si possa pensare.
Questi genitori sono fuori della norma come é intesa dalle tendenze stataliste dei servizi sociali e io stesso penso all’educazione dei figli diversamente soprattutto in merito alla scolarizzazione e alla socializzazione.
Ma sono certo che i bambini del bosco, da grandi sarebbero dei cittadini migliori dei figli dei rom che vivono nel degrado degli accampamenti, spesso e volentieri non sono sottoposti all’obbligo scolastico, vengono costretti a mendicare e delinquere e diventano spesso quelle persone che si aggirano a rubare all’interno delle metropolitane di Milano e di sltre città.
Quando toglieranno i figli a tutti coloro che delinquono EVIDENTEMENTE, FORSE, arriverà l’ora che i giudici zelanti e le loro braccia dei servizi sociali, potranno iniziare a portare via i figli alle famiglie per bene per fare guadagnare fior di soldi alle case famiglia che campano i loro compagni di ideologia