Si può essere insieme giudici e pm
Se il csm voleva smentire i giudici del no non poteva trovare momento più opportuno.
Quante volte abbiamo sentito che la separazione delle funzioni c'è già? Millanta volte. Qualcuno volutamente confonde anche carriera e funizoni.
Ebbene, non è vera né la prima né la seconda cosa.
Michele Ciambellini, presidente di Unicost ed ex togato Csm, aveva proposto, a procedimento già incardinato nei confronti di un clan di camorra, domanda per essere trasferito dal Tribunale di Napoli alla Procura generale della Cassazione. La domanda è stata accolta e il Csm ha autorizzato il distacco a un ufficio giudicante per il magistrato ormai passato a funzioni di pubblico ministero.
Per tre giorni farà il pubblico ministero a Roma e per tre giorni il giudice a Napoli.
Eppure c'è una legge che lo vieta in modo esplicito.
Secondo l’articolo 110 dell’ordinamento giudiziario, “i sostituti procuratori in servizio presso uffici di Procura” possono essere distaccati in altra sede, al di fuori del distretto di Corte d’appello in cui lavorano, solo presso altri uffici del pubblico ministero, e non presso Tribunali, Corti d’appello o altri uffici giudicanti. Ebbene, il Csm se ne è bellamente fregato. Il sostituto procuratore generale potrà emettere una sentenza. Sarà un pm a decidere se condannare o assolvere persone accusate di un reato assai grave: l’appartenenza a un potente clan della camorra.
Naturalmente il dottor Ciambellini è uno dei maggiori sostenitori del comitato del no.
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Voterò SI. Pretendo, come promesso da destra e sinistra, la separazione delle carriere dei pm da quelle dei giudicanti. Voglio un rapporto giudice/accusa civile e fisiologico, a tutela dell'indagato e dell'imputato. Basta giustizialismo vigliacco e incosciente!