Auguri babbo, ma non arrabbiarti

Quando la perugina reclamizzò in tv la festa del papà io avevo una ventina d'anni. Con mio fratello andammo a casa di babbo per fargli gli auguri. Lui si voltò all'improvviso e ci domandò: "Ell'e poite".
La festa del papà, gli dicemmo in Sardegna.
Si rimise a fare collari in cuoio per le vacche dicendo, sempre in sardo, "Smettetela con queste pagliacciate. Non avete niente da fare?".
Eppure, caro babbo, te li faccio ugualmente.
Perché ci manchi da undici anni.
E tutti i giorni mi viene voglia di chiamarti per sapere come stai.
E per chiederti consigli.
E per sentire la tua voce.