Addio senatur, il lego-sardista
Conobbi Umberto Bossi, salvo errore, nel 1989. Avevo intervistato Gianfranco Miglio, che fu un politologo di assoluta vaglia che in quel tempo mi pare fosse preside della facoltà di scienze politiche del Sacro Cuore a Milano e Bossi era assieme a lui.
Sulla sua scrivania Miglio aveva un libro di Camillo Bellieni, "La lotta politica in Sardegna dal 1848 ai giorni nostri", e diceva che Bellieni fosse suo parente avendo il fondatore del Psd'az origini comasche come Miglio e un antenato in comune fra loro.
Alla mia domanda, rispose Bossi dicendo che Bellieni era comasco.
"Condividiamo con voi sardi il padre del sardismo e la voglia di indipendenza dall'Italia ladrona".
Bossi, contrariamente alle calunnie comuniste, era uomo di grande intelligenza che credeva in un'Italia federale.
Un'Italia federale che era stata costruita dal grande Miglio su un'idea del senatur,
E l'idea fu costruita proprio attorno alle teorie di Bellieni e Antonio Simon Mossa.
L'anello di collegamento fra i sardisti e la lega fu Maroni e su questo movimento rivoluzionario studiammo a lungo assieme ad amici sardsiti veri, Gianfranco Pintore, Eliseo Spiga, Gianfranco Pinna, Mario Carboni, Zampa Marras.
lo scrisse con grande acume anche Salvatore Cubeddu.
Poi tutto andò a catafascio per colpa dei sardisti, per colpa dei leghisti.
Ma furono anni di grande speranza.
Addio, senatur, fiero discendente del sardismo.
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R.I.P.
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