Antonio Are, il cieco che ci vedeva troppo

Ho appena finito di leggere un libro bellissimo, scritto benissimo in un bellissimo sardo, tradotto benissimo e ancor meglio curato: "su testamentu de sa erbeghe", il testamento della pecora.
L'autore fu Antonio Are, un raffinato intellettuale di Bolotana, che perse la vista a 11 anni cercando di aprire con una pietra una strana pigna trovata in campagna.
Era una bomba a mano a causa della quale divenne cieco e perse una mano.
Ma la disgrazia sviluppò le sue già ricchissime doti intellettuali.
Dopo il diploma magistrale a Nuoro, si laureò in Pedagogia a Sassari con una tesi brillantissima e diventò un intellettuale che raccontava e studiava le radici pastorali dei suoi padri.
Cantò a cuncordu nel gruppo "Totoi Zobbe" (che ora si chiama Totoi Zobbe-Antoni Are) e girò il mondo per esportare Identità.
In questo libro - magnificamente curato da Andrea Deplano - racconta con scientifico fascinazione il pastoralismo sardo dalla parte della pecora.
Il suo meraviglioso sardo è stato tradotto da Deplano con altrettanto splendore.
L'ho letto tutto d'un fiato e mi sono arricchito e commosso.
Antonio Are è morto a Nuoro ad appena 53 anni il 20 luglio del 2019.

Commenti in evidenza

Chessa Emanuele ♥ 8

Me lo ricordo presente durante "sa Chida Santa" che immancabilmente ascoltava i cantori del cuncordu che qui a Cuglieri cantano camminando mentre la processione procede.