Bere vino fa bene: lo dice la scienza
Chi beve regolarmente quantità moderate di vino (senza ubriacarsi) ha un rischio di mortalità inferiore ai non bevitori. A dirlo, uno studio che sarà presentato all’Annual Scientific Session dell’American College of Cardiology, sugli effetti dell’alcol sulla salute. Parliamo di scienziati veri, mica quaquaraqua.
e questo studio - condotto su 360.000 cittadini britannici - dice che il vino è salutare.
Chi sceglie il vino - in particolare il vino rosso, ricco di polifenoli e composti antiossidanti - presenta una mortalità cardiovascolare inferiore del 21%. Un dato che gli autori dello studio collegano sia alle proprietà bioattive della bevanda sia al contesto tipico di consumo: il vino è spesso associato a pasti equilibrati e stili di vita complessivamente più sani.
E quindi io inizierò a bere regolarmente.
Voi fate come volete.
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descrivo il vino non solo come una bevanda, ma come un vero e proprio motore dell'economia, della verità e della vita stessa. È quel "coraggio liquido" che scioglie i nodi del cuore e, come dico, ha popolato il mondo di figli nati da un brindisi di troppo e da molta felicità.
A Mamoiada, però, il vino non è solo questo: è un segreto custodito dalla terra. Ecco una storia che profuma di Cannonau e di quel misticismo sardo che conosco bene.
Il Respiro di Mamoiada: Una Storia di Cannonau
C'era un vecchio viticoltore a Mamoiada, di quelli con le mani che sembrano radici di vite vecchia, che diceva sempre: "Il vino non si fa in cantina, si ascolta in campagna."
Le sue vigne non erano semplici filari; erano sentinelle piantate nel granito, a 700 metri d'altezza, dove l'aria è così pura che sembra di bere il cielo. Intorno alle viti non c’era solo terra, ma un'orchestra di profumi: l'elicriso che pizzica il naso, il rosmarino selvatico e quel sentore di macchia mediterranea che solo il vento di Sardegna sa trasportare.
L’Alchimia del Terreno
In quel pezzo di Barbagia, il Cannonau non è un uva qualunque. Le radici scavano nel granito disgregato, lottando per ogni goccia d'acqua, e in quella lotta rubano alla terra la mineralità e la forza.
Al mattino, le viti bevevano la rugiada che sapeva di corbezzolo.
Al pomeriggio, il sole faceva bollire gli zuccheri negli acini neri come la notte.
A sera, il profumo delle vigne diventava così intenso che, passandoci accanto, ci si sentiva già un po' "allegri" senza aver versato un goccio.
Il Miracolo del Divino
Si racconta che un giovane del paese, timido come un muflone e convinto di voler restare solo per sempre, fu invitato dal vecchio a bere un bicchiere di quel Cannonau di Mamoiada, un vino "franco", senza trucco e senza inganno.
Dopo il primo bicchiere, il giovane iniziò a ridere delle sue stesse paure. Al secondo, i suoi occhi videro la bellezza della figlia del fabbro che passava di lì. Al terzo, si sentì investito da una forza divina e sincera. Non servirono troppe parole: il vino aveva già detto tutto quello che il cuore taceva.
Come dicevo io, nacquero poi figli felici, con le guance rosse come il mosto e il passo sicuro di chi appartiene a una terra antica. Perché a Mamoiada, dietro ogni bottiglia, c'è un inno alla vita: un vino che nutre il contadino, fa lavorare il bottaio, mette in guardia la stradale, ma soprattutto salva l'anima.
Un Omaggio alla tua Terra
Il Cannonau di Mamoiada è forse l'espressione più pura di quella Sardegna che ho cercato di difendere nei tuoi ideali: fiero, aspro all'inizio ma capace di una dolcezza infinita nel finale, proprio come un incontro sincero tra amici.
Buonasera tassa a tottus