Teoria generale dell'onestà
E' onesto chiunque non contravvenga alla legge.
Così quando un condannato si vede depenalizzare la legge che ha determinato la sua condanna diventa immediatamente onesto.
E quando a depenalizzare la condanna è tuo genero, gli onesti diventate due.
E' quello che è capitato a CEsare Paladino, suocero di Giuseppe Conte.
Nel 2019 patteggiò una condanna a quasi due anni di reclusione per peculato per aver trattenuto due milioni di euro di tasse di soggiorno del suo albergo "Plaza" che avrebbe dovuto versare al comune di Roma.
DIvenuto presidente del consiglio, il genero depenalizzò il reato trasformandolo in illecito amministrativo col decreto rilancio.
E Paladino chiedette e ottenne la revoca del patteggiamento diventando da pregiudicato che era improvvisamente incensurato.
E io, badate bene, sono assolutamente d'accordo nel depenalizzare la gran parte dei reati, come per esempio la diffamazione a mezzo stampa e i reati d'opinione.
Così anche un giornalista pregiudicato per diffamazione diventerebbe incensurato.
E così altri 70.000 reati almeno.
Perché ne parlo ora?
Perchè la società proprietaria del Plaza oggi sarà messa in liquidazione: Paladino non versò i denari al comune perché il Plaza era sommerso dai debiti.
Debiti che sono aumentati sino a oltre 30 milioni di euro.
E quindi oggi la società proprietaria pare chieda al tribunale la messa in liquidazione.
Con quella depenalizzazione, i Paladino eviteranno quindi anche l'accusa di bancarotta (che è un reato, si dice, per causa efficiente con efficacia retroattiva di 10 anni). Perderanno l'albergo, forse anche la casa. Ma saranno incensurati e quindi onesti.
Domanda: tutti gli incensurati son onesti e tutti i condannati sono disonesti?
Commenti in evidenza
Mi permetto di aggiungere una ulteriore considerazione e un particolare giuridico su quella vicenda: la norma che "apparentemente" depenalizzava la condotta degli albergatori di non aver versato la tassa di soggiorno fu introdotta, come scrivi tu, col decreto rilancio nel maggio 2020. Quindi, quando gli italiani annaspavano in casa per il Covid, quando veniva loro impedito di lavorare e sostenersi, la manina del governo inserì una norma che nulla aveva a che fare con la salute dei cittadini o col Covid ma mirava solo ed esclusivamente a salvare chi, negli anni precedenti, aveva rubato allo Stato milioni di euro.
L'aspetto giuridico ulteriore è che, subito dopo che il suocero di Conte chiese e ottenne la revoca della condanna per peculato, pochi mesi dopo la Cassazione chiarì che il reato di peculato, in questi casi, rimaneva e non era stato abrogato.
Ormai, però, la cancellazione della condanna per Palladino era irrevocabile e, dunque, egli fu tra i pochi, se non l'unico, ad avvantaggiarsi di quella norma scritta da suo cognato Presidente del Consiglio. E su questo tutti muti