May be an image of child

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Per i giovani servono regole e non giustificazioni

Ho iniziato a fare il cronista a 14 anni, 48 anni fa.
E quindi un po' me ne intendo.
La criminalità non è aumentata.
Ha solo diminuito il suo limite d'età, la "soglia d'ingresso", diciamo così.
E noi non la sopportiamo più.
Ci siamo illusi di poter vivere di vivere in un mondo in costante positiva evoluzione, ma non è così. L'etica non equivale alla tecnologia, un palmare non sostituisce la buona educazione.
Un bambino di 12 anni che rapina una banca non si era mai sentito.
Un ragazzino di 13 anni che accoltella l'insegnante era un fatto fuori programma.
Le colpe sono molte.
Ma la famiglia è sempre responsabile.
E così la scuola.
I nostri figli non sono nostri amici ma nostri figli.
Non vanno giustificati e difesi quando sbagliano ma redarguiti e puniti.
Gli studenti non devono essere amici dei professori ma studenti, rispettosi e obbedienti.
Occorre iniziare a responsabilizzare le famiglie con leggi severe: quando un bambino delinque, scontino i genitori la pena prevista per il figlio.
Ogni cosa torni al suo posto. I genitori siano genitori, i figli figli, gli insegnanti insegnanti e gli studenti studenti.
Dopo ogni ragionamento esiste una regola.
Si torni a un mondo di regole.

Commenti in evidenza

Silvia Modolo ♥ 14

E la comunità ritorni ad esserlo, che essere figli di tutti, del vicino di casa, del postino, del bottegaio, ci proteggeva e ci dava un senso di appartenenza e responsabilità che non si intendeva tradire.