Del dovere di essere sardisti
Domani a Oristano sarà celebra il 105 anniversario della fondazione del partito sardo d'azione.
Otto mesi dopo, esattamente l'8 dicembre 1921, Emilio Lussu in Parlamento tradì per la prima volta il principio cardine del sardismo sostenendo che il psd'az fosse un partito autonomista e non separatista, precisando la differenza dell'ideologia dei quattro mori con quella irlandese.
E fu il primo tradimento.
In realtà la Sardegna deve essere separata dall'Italia e diventare non autonoma ma indipendente.
Ed essere sardisti e indipendentisti è un dovere che noi abbiamo nei confronti di noi stessi, innanzitutto, ma anche dei nostri antichi padri e dei nostri figli e nipoti.
Perché noi non siamo italiani.
Abbiamo una diversa lingua, una diversa storia, un diverso cuore, un diverso sentire.
E non intendo più tollerare chi dice che il sardismo deve essere essere di sinistra o di destra.
Il sardismo ha un unico obiettivo: separare la Sardegna dall'Italia e dall'Europa.
Dobbiamo rivendicare un diritto essenziale: essere autonomi e liberi, separati ma non isolati.
E mi appello a questa dirigenza del psd'az: andate a casa. Solinas, Acciaro.
Andate a casa.
Siete vecchi e inadeguati.
Restituite il psd'az ai sardisti.
Ai giovani che hanno una visione.
Restituite il psd'az al suo futuro.
Commenti in evidenza
Ma quale tradimento!
Ma per piacere!
Il sardismo è sempre stato autonomistico. Così è stato pensato dai suoi padri fondatori.
L’indipendentismo ce l’ha portato Simon Mossa, dentro il partito sardo.
Ma non ha mai attecchito come concettualità motivo per cui è nato l’indipendentismo, in Sardegna, fuori da quel contenitore.
Che cosa sia il sardismo, è sotto gli occhi di tutti, da anni, e non lo capisce solo che non lo vuole capire.
La proposta indipendentista è sempre stata fuori dal partito sardo d’azione!
Ma voi autonomisti che giocate ogni tanto a fare gli indipendentisti, indipendenti non lo se siete nei fatti.
I vostri profili grondano di scenari dove parlate del vostro paese, come se quello fosse l’Italia.
Ma chi, come me, è davvero indipendentista, questo è un bene: chi legge capisce che la pula è diversa dal grano.
Un partito indipendentista sardo, non userebbe mai la bandiera degli spagnoli che hanno occupato la nostra terra, massacrando il nostro popolo, come emblema.
Già dal simbolo, si capisce di quale pianta saranno i frutti! E, prus che tuttu, de cali tipu e calidade.