Quando muore una matriarca
Desulo piange oggi Basilia Zanda, tia Bailla.
E'difficile raccontare la storia di una donna che ha reso straordinaria la sua quotidianità.
Figlia di tiu Per’abbonau, sposò Perdu Todde, un uomo con una simpatia e un'ironia diventati al paese mio e nella Barbagia tutta ormai iconici.
Morì, quest'uomo buono e perbene, giovanissimo mezzo secolo fa, lasciandole come unica ricchezza uno stuolo di bambini.
Pur nel dolore mai rimarginato non si perse però d'animo: aveva sei figli, sei tesori, un patrimonio umano da curare in nome del suo sposo.
Aprì quindi un forno.
Badava con amore e rigore ai sette figli - che già una donna di oggi sarebbe impazzita al solo pensiero di generarli - mantenendoli dignitosamente e con decoro facendo pane "cicci", senza chiedere redditi di mandronanza o aiuti a nessuno.
Non credo dormisse mai. A mezzanotte iniziava a impastare e alle 20 ritirava i piatti della cena,
Come abbia fatto non si sa.
Poi, a poco poco, i sette figli sono cresciuti.
Nell'amore e nell'esempio.
E ciascuno di loro ha generato famiglie di imprenditori in tutti i settori. Nell'allevamento, nel commercio, nell'artigianato, nel beauty.
Con una caratteristica personale incredibile: nonostante il dolore di questa lunghissima vedovanza e dell'ancor più lunga fatica era sempre gentile, generosa, serena.
Tia Bailla era una vera matriarca.
Anche perché costretta dal destino e forgiata dal carattere.
Possiate produrre in cielo il pane di Dio.
Commenti in evidenza
Condoglianze a, tutti i Suoi figli e parenti tutti. Da ciò che ho letto meriterebbe un monumento.