Norghiddo, Dio è un pastore
Parlavamo io e tiu Fine nel castello di Sella, dove lui conduceva a pascolare le sue 42 pecore.
Ci presentò Giovannino Porcu, norghiddesu, sposato alla figlia di Montanaru, il mio conterraneo che è il più grande poeta sardo.
Contammo, con tiu Fine, 72 erbe. E poi ci stancammo.
Mi parlò di Gramsci, e di Marx e dell'ingiiustizia del mondo.
Io avevo 18 anni, lui 60 in più.
Io volevo diventare ricco ma ancora non capivo che lui, tiu Fine, era ricchissimo.
Lo racconteremo domani a DOmusnovas Canales, frazione di Norghiddo, ciioè Norbello secondo gli italioti, alle 19 di sera.
Ne parleremo io e Peone, col quale sono amico da sempre, perché noi pastori teniamo in conto innanzitutto l'amicizia, che è la vera ricchezza, assieme alla famiglia, e alla pecora.
Le radici.
Le nostre radici,
Voi, tiu Fine, non credevate nell'immortalità dell'anima: e sbagliavate.
Vi vedrò domanim tiu Fine, nel castello di Sella, con le vostre 42 pecore.
E ci saremo io, e Peone, e Giovannino Porcu.
Saremo tutti lì, vivi e morti.
Il vino però lo porto io: il vostro era imbevibile.
Commenti in evidenza
Tziu Fine, all'anagrafe Carta Giovanni Serafino, un gran personaggio della nostra piccola comunità. Certo faceva un pessimo vino dae sas trigas de sas binzas betzas in abandonu 😁😁, ma non preoccuparti Antonangelo Liori, domani ti faremo trovare del buon vino!