Cala Finanza, chiedete scusa e agite
Ho appena finito di vedere la registrazione integrale del consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo.
So bene quali interessi abbia il pd sardo con le grandi multinazionali.
So bene che il pd sardo è dietro ogni speculazione immobiliare più discussa in Sardegna.
So bene che il pd sardo è stato trasformato da pochi faccendieri in un comitato d'affari.
Conosco punto per punto le pressioni fatte dal pd sardo nei confronti della maggioranza in Consiglio regionale su alcune operazioni immobiliari.
Lo so io, e lo sanno tutti.
Lo sa la magistratura.
Lo sa la presidente Todde.
Perché essere farisei?
Cala Finanza è l'esempio più fulgido di questo avido e spregiudicato affarismo.
Faccio finta di non avere visto questo pietoso tentativo del Pd sardo di spostare l'attenzione su Roma.
Dove funziona un meccanismo ancora più squallido.
A Roma i partiti non contano nulla.
Contano solo comitati d'affari senza ideologia che utilizza i partiti come dei taxi da noleggiare per brevi tratti.
Faccio finta di non aver visto gli equilibrisimi.
E lancio un appello: i vostri giochi sono ormai stati scoperti. Il popolo è inferocito.
Fatte un passio indietro: bloccate la speculazione nel Golfo di Tavolara.
Bloccate l'eolico e il fotovoltaico.
Il popolo non ne può più.
Ascoltate la rabbia del popolo.
Commenti in evidenza
Il Manifesto dell'Amore Barbaricino: Contro il Partito degli Affari annidatosi anche in Sardegna Partito D'affari.
Voi avete costruito un sistema che gestisce tutto: la magistratura, i sindacati, i patronati e quasi l'intero apparato economico nazionale. Un vero e proprio "partito degli affari" che trasforma la politica in profitto privato. E tu, Antonangelo, sai bene quanto ti sia costato caro aver raccontato, chilometro dopo chilometro, questa verità. Ma le tue parole non nascono dall'invidia: sono il frutto di quell'amore barbaricino primordiale, trasmesso dagli avi direttamente nell'anima, che oggi vuoi dare come testimone ai giovani sardi attraverso verità toccanti e senza filtri.
Oggi assistiamo a scelte, come quelle dei sindaci o dei delegati che arrivano a Roma, che non hanno più alcun valore politico: si trasformano nei banchi del potere in affari economici per pochissimi traditori. Il simbolo di questa deriva è "Cala Finanza".
Abbiamo a disposizione 24.000 chilometri quadrati di terra straordinaria, eppure tutto il cemento, la speculazione e gli interessi si vogliono concentrare lì, a due passi dal mare. Vogliono cancellare il nostro panorama, un patrimonio unico invidiato da tutto il mondo, per svenderlo ai potenti della Terra che vorrebbero deturparlo.
Da sardo che un tempo cercava persino in figure come il Che un difensore per il proprio popolo, la lezione oggi è chiara: la difesa della nostra identità e delle nostre coste non arriverà da fuori, né da chi si vende nei palazzi romani. È una battaglia di custodia che appartiene a noi, per evitare che l'anima della Sardegna venga sommersa dal cemento e dal profitto di pochi.
Domenico Mele libero pensatore Sardo all'amico fraterno Antonangelo