Caro Pittalis, ritira le querele
Pietro Pittalis, siamo amici da una vita, pur con differenze politiche importanti.
Hai denunciato questi ragazzi del coordinamento della Gallura per avere insultato te e tutti i parlamentari sardi di ogni partito politico di non aver fatto nulla per difendere la Sardegna dall'aggressione degli speculatori della cosiddetta transizione energetica.
Per l'antica amiciizia: ritira le querele.
Questi ragazzi hanno ragione.
Voi politici non avete fatto nulla per evitare che la Sardegna divenisse vittima degli speculatori.
Fai un passo indietroi.
Ritira le querele e ascoltali.
Saranno forse naive, saranno esagerati ma hanno un unico obiettivo: salvare la nostra terra dai pescecani.
Diventa il loro paladino: ascoltali.
Ricorda che sei prima sardo e poi italiano.
Ricorda dove sei nato, e ricorda dove siamo nati.
Chiedi al Governo nazionale di salvare la terra più bella del mondo dagli avvoltoi.
Niente pale eoliche.
Nessuna speculazione ai nostri danni.
Sii promotore di un piano energetico regionale grazie al quale la ricchezza vada diffusa fra tutti.
Pannelli fotovoltaici su tutti i tetti.
Un impianto a biogas in tutti i depuratori.
Ascolta i sardi.
E fai fronte comune con tutti i parlamentari eletti in Sardegna: uniti per la Sardegna.
Commenti in evidenza
questo è quanto ho scritto a Pietro Pittalis due giorni fa caro Antonangelo.
hai fatto bene a scrivere anche tu al nostro parlamentare barbaricino mio e nostro amico.
che mai abbiamo usato a nostro favore.
Caro Pietro, caro concittadino, caro fedale,
ti scrivo da sardo a sardo, prima ancora che da cittadino a parlamentare. Ti scrivo perché, prima di essere un deputato di Forza Italia, tu sei un uomo di Orune. Sei un uomo barbaricino, uno che conosce a fondo la nostra cultura, i nostri valori e il peso delle parole nella nostra terra.
Proprio per questo ti chiedo: che senso ha querelare un’associazione che difende la nostra isola e informa i cittadini sul vostro operato? Tu sai meglio di me che, nella nostra cultura, le offese e i malintesi si sono sempre risolti guardandosi negli occhi, a volte persino con una scazzottata fuori da un bar, ma finiva lì, da uomini, senza bisogno di carte bollate.
Caro Pietro, portando questa faccenda in tribunale mi sembra che tu stia dismettendo i panni dell'uomo sardo. Anche se sei nato in Belgio, le tue radici sono qui. Sembra che a Roma vi dimentichiate del nostro codice barbaricino, vi dimentichiate di come siamo fatti e di come veniamo storicamente trattati da quello Stato.
Io ti considero un uomo intelligente. Per questo ti invito a fermarti, a prenderti un momento e a ritirare quella querela. Non abbiamo bisogno di annunci sulla beneficenza fatta con i soldi tolti ai tuoi corregionali in un processo. Cerca piuttosto di dare ai sardi quello che lo Stato aveva tolto a tuo padre Mario, quando è stato costretto a emigrare in Belgio per garantire un futuro alla sua famiglia, come è successo a migliaia di nostri conterranei.
Non offenderti per queste mie parole, ma ascoltale con lo spirito con cui te le sto dicendo. Cancella quella querela, Pietro. È un atto che non ti fa onore e che non rende giustizia alla storia da cui provieni.
Con rispetto,
Domenico Mele libero pensatore Sardo