Sono le 4, mamma è già sveglia e fa il pane da sola

Vedo dalla finestra della mia casa le luci accese nella cucina di mamma.
Starà facendo pane, o sebadas, o maccarrones de busa. o culurgiones per noi figli, per i nipoti..
Virtualmente - visto che nulla vende e tutto dona - sta quintuplicando il valore dei prodotti.
Da un euro di farina farà 6 euro di pane.
Oppure 15 euro di pasta fresca.
E così via.
E' benestante, e non ne avrebbe bisogno.
O meglio, è benestante proprio perché non ha mai comprato in vita sua pane, o sebadas, o culurgiones, o maccarrones.
Non ha mai comprato prodotti lavorati che non potesse fare lei.
Ogni giorno mi sveglio sperando di trovarla viva e sana,
Quando vedo la luce della sua casa accesa, capisco che è viva e sana perché fa.
E ringrazio Dio di averla ancora.
Non perché mi dona pane, e culurgiones, e pasta fresca.
Ma perché, quando non eravamo benestanti, trasformava il poco in molto e il nulla in tutto per farmi sentire, me bambino, ricco pur essendo povero.
Questo suo amore è stato il migliore dei suoi doni perché mi ha insegnato a realizzare il molto con il poco, il nulla con il tutto senza mai chiedere niente a nessuno, senza mai umiliarmi e senza mai chinare la testa.
E ora, che potrei comprare le cose migliori, non riesco a trovare nulla di più saporito di quella che fa mamma con le sue mani.

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Luigi Canu ♥ 3

Che bel racconto, commovente a tal punto che nel leggere mi sono cadute le lacrime, nella descrizione di sua madre mi ha fatto rivivere tutto quello che era la mia, che purtroppo non è più in vita, cosa che auguro a sua madre di vivere altri cento anni, di continuare a fare queste prelibatezze che solo le loro mani sapienti sanno fare. Infatti come ha detto Lei dopo che mia madre è morta non ho più avuto la fortuna di assaporare certi sapori nonostante li vado a cercare e a pagare a qualsiasi costo. Sembrerà sciocco a dirsi ma le mamme dovrebbero essere patrimonio dell'umanità e soprattutto non dovrebbero morire mai.