Marco Dettori, il Dio del grano

Marco Dettori, neo dirigente di Agris, è uno dei massimi esperti italiani di cereali.
E' - assieme a Gianni Lovicu, Piergiorgio Sedda, Andrea Cabiddu e decine di altri - una delle punte di diamante della ricerca agricola in Sardegna.
Perché Agris questo è: una Ferrari della ricerca agronomica.
Chie ieri ha avuto la fortuna di vedere il documentario "grains of change", i grani del cambiamento - proiettato nel parco di Molentargius - avrebbe capito di cosa parliamo.
Il documentario parte da una impostazione fondamentale: data la sua posizione geografica e il ruolo centrale del grano duro nell’alimentazione e nella cultura, la Sardegna è un laboratorio
rappresentativo di tutto il Mediterraneo. Pertanto, tenuto conto della minaccia dei cambiamenti climatici e della necessità di individuare fonti di adattamento e di resilienza per preservare la
sicurezza alimentare e la coesione sociale, quello che si sta realizzando nell’Isola può rappresentare un modello di successo esportabile a tutta l’area Mediterranea.
Il problema è che nessuno lo sa.
Questa Ferrari resta parcheggiata in garage per atavica miopia della politica regionale che da quasi 15 anni non sfrutta le grandi risorse di questa accademia del sapere agrario.
Così, invece Agris - che potrebbe dare consulenza sul grano, sulla vite, sull'olivo, sull'allevamento ovicaprino a tutto il mondo - si deve sorbire le inutili consulenze che la Regione - ogni Giunta, non solo questa - spreca con inutili personaggi, che hanno come unica credenziale scientifica l'essere amici degli amici.
Povera Sardegna.
E grazie a Marco Dettori e compagni, che studiano e ricercano nonostante tutto.

Commenti in evidenza

Gianni Sassu ♥ 20

Agris ha delle potenzialità che forse solo chi la ideò e cioè Renato Soru e l'indimenticabile Prof. Casu di Berchidda, avevano ben presenti.
Oggi ha un patrimonio di conoscenza che potrebbe sul serio, ribaltare i rapporti di forza, per l'agrozootecnia sarda.
Il Dott. Marco Dettori è certamente uno dei più preparati.
Scienziati come lui, dovrebbero sedere in consiglio regionale e illuminare i tanti, troppi, capitati lì per caso e incapaci di fare il bene della Sardegna.